Il parapendista operato per quattro ore
Emorragia interna: Paolo Canossini, 55 anni, è in coma farmacologico. Un amico: «Correnti opposte hanno chiuso la vela»
QUATTRO CASTELLA. È ricoverato nel reparto di rianimazione, sempre in prognosi riservata, in condizioni critiche ma definite stabili, Paolo Canossini, il vezzanese di 55 anni che sabato pomeriggio, con il suo parapendio a motore, è precipitato per 30 metri finendo per schiantarsi sul tetto di una concessionaria di Orologia, alle porte di Montecavolo.
Il ferito, vegliato giorno e notte dalla moglie e dai famigliari, ha riportato varie fratture: rotto un femore, il bacino, vertebre e costole. Ma quello che preoccupa i medici dell’ospedale Maggiore di Parma è l’emorragia interna sviluppatasi a seguito dello schianto. Per fermare l’emorragia, nella notte tra sabato e domenica Canossini è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico, durato 4 ore. I medici hanno indotto il coma farmacologico, nella speranza che il quadro clinico si stabilizzi. Il paziente viene tenuto sotto stretta osservazione. Molto dipenderà da come reagirà alle cure nelle prossime 48 ore.
Sabato alle 18 il parapendio a motore di Canossini è stato visto da un testimone – un giovane a piedi, che subito dopo ha avvisato il 118 – avvitarsi su se stesso e abbassarsi troppo rapidamente, fino a precipitare sul tetto del Motors Store, all'angolo tra la provinciale e via Allende.
I vigili del fuoco, passando dal solaio di una anziana residente al piano superiore dell’edificio, sono riusciti a sollevare il motore (Canossini era schiacciato sotto il peso dell’ultraleggero), a calarlo giù e ad affidarlo all'elicottero, che lo ha portato a Parma.
«Era a casa mia il giorno precedente, mi ha detto: vado a fare parapendio sabato perché domenica si prevede brutto tempo – racconta Luigi Canossini, parente e amico di Paolo –. Secondo me è incappato in due vortici opposti di correnti d’aria che hanno fatto impigliare la vela. E’ l’unica eventualità possibile, perché altrimenti con il motore vai sempre. Anch’io ho provato il parapendio ed è l’unica spiegazione possibile. Paolo è esperto e molto prudente».
Sposato con Franca Benassi e padre di due figli in età universitaria, Sara e Fabio, Canossini, residente a Pecorile di Vezzano, ha iniziato ad appassionarsi al volo da giovane, durante il servizio militare nei parà della Folgore. E non ha praticamente mai smesso di lanciarsi, compatibilmente con gli impegni familiari e di lavoro (fa il fabbro nella ditta Tecnolam Srl, un’azienda del paese che produce macchinari industriali in carpenteria). Negli ultimi anni ha praticato il parapendio assieme a un gruppo di appassionati di Vezzano e si recava spesso nella zona di Montecavolo, perché lì si trova il campo pianeggiante di un’azienda agricola ideale per decollare. Sabato Paolo Canossini è decollato assieme a un amico parapendista che ha assistito all’incidente aereo e che ha subito avvisato la moglie.
Paolo Canossini è molto conosciuto, oltre che a Vezzano, anche a Quattro Castella, dove vive la sorella e dove ogni anno fa la comparsa al Corteo storico matildico come portaspade; nell’ultima edizione ha fatto il portabandiera.
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