L’ebraismo tra dialetti luoghi e pietre d’inciampo
Tante le iniziative organizzate nella Giornata Europa della Cultura Ebraica Visite guidate al ghetto e, in sinagoga, la lezione del rabbino Goldstein
REGGIO EMILIA. Un intero giorno per ricordare una presenza secolare in città, oggi testimoniata da palazzi, pietre d’inciampo e qualche richiamo nella lingua e nelle tradizioni. Tanti reggiani ieri hanno approfittato di una bella giornata di fine estate per prendere parte alle iniziative cittadine della Giornata Europea della Cultura Ebraica, promossa dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane in contemporanea con altre 35 nazioni europee.
Al centro di questa edizione c’erano le parole, le lingue e i dialetti ebraici, usi linguistici che in tanti modi hanno infiltrato le lingue “gentili” correnti. A Reggio – in un programma costruito assieme a Istoreco e al Comune – si è discusso di questi temi in alcune conferenze che hanno rappresentato gli unici momenti di staticità di un programma fatto di camminate fra l’antico ghetto e gli altri luoghi della memoria giudaica cittadina, a partire dal cimitero ebraico di via della Canalina. Anche se oggi non esiste più una comunità ebraica locale e si fa riferimento alla comunità modenese, che ha competenza anche per il territorio reggiano.
La giornata è iniziata, al mattino, con una passeggiata nel perimetro del ghetto in compagnia di Alessandra Fontanesi di Istoreco, fermandosi nelle strette vie che per secoli hanno ospitato gli ebrei reggiani: via dell’Aquila, via Monzermone, via Caggiati, via della Volta e via San Rocco. La zona che dall’isolato San Rocco porta alla via Emilia, diventata ghetto nella seconda metà del XVII secolo dopo un editto della duchessa Laura Martinozzi vedova del duca Alfonso d’Este, omaggia con pietre d’inciampo gli ultimi ebrei reggiani che vivevano qui negli anni ’40: donne e uomini catturati dai fascisti e poi deportati a Auschwitz dove sono morti. Il progetto delle pietre, iniziato nel 2015 e proseguito in questo 2016, continuerà con altre ricerche e altre pose anche nei prossimi anni in tutto il territorio provinciale.
Alle 10.30 proprio la sinagoga di via dell’Aquila ha ospitato una conferenza linguistica curata dal rabbino capo di Modena Beniamino Goldstein su lingue ebraiche e lingue degli ebrei, affiancato dal vicesindaco Matteo Sassi e dalla professoressa Alberta Sacerdoti, referente della comunità ebraica.
Dopo la pausa pranzo, le attività sono riprese nel pomeriggio con altri momenti all’aria aperta: a metà pomeriggio lo storico Antonio Zambonelli ha accompagnato nella visita del cimitero ebraico di via della Canalina, prima di tornare in centro per una nuova camminata nelle vie del Ghetto, questa volta in compagnia di Elisabetta Del Monte di Istoreco.
In serata si è tenuto un evento anche a Scandiano, altra cittadina con una lunga e interessante storia ebraica, oggi ricordata dalle viuzze del ghetto e dal piccolo cimitero in centro. L’associazione culturale “Scandiano e identità” ha organizzato per l’occasione un altro incontro col rabbino Beniamino Goldstein, che ha ripreso la sua lezione su lingue ebraiche e lingue degli ebrei dialogando con Fabio Pederzoli, con lo storico locale scandianese Roberto Gandini e con Daniela Bergonzoni, autrice del volume “Storia degli ebrei di Scandiano”.
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