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Cambiali false, saltata la causa alla Ligabue

Cambiali false, saltata la causa alla Ligabue

Trovato un accordo economico fra la militante Pd e lo studio legale che ha ora ritirato la querela

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REGGIO EMILIA. È finita in una bolla di sapone sul piano giudiziario la vicenda che ha portato sul banco degli imputati la 55enne Marina Ligabue, esponente del Partito Democratico con lunghi trascorsi nella sinistra reggiana, tra le fondatrici della Conferenza Permamente delle Donne.

Con la remissione della querela è infatti saltata – ieri in tribunale, davanti al giudice Luca Ramponi – l’accusa di aver falsificato alcune cambiali, di averle compilate pur non avendone i titoli e di averle timbrate con uno stampo non originale ai danni di uno studio legale ferrarese per il quale aveva collaborato in precedenza. Il tutto per un importo di 94 mila euro. In soldoni è stato trovato un accordo economico fra lo studio legale di Ferrara (costituitosi parte civile e tutelato dall’avvocato Costantino Diana dello studio legale Cataliotti) e Marina Ligabue (assistita dall’avvocatessa Rosanna Beifiori) con tanto di patto di riservatezza sui contenuti di quanto concordato, da qui il ritiro della querela da parte degli avvocati ferraresi e la parola “fine” del procedimento. Secondo la ricostruzione della procura, le due cambiali corrispondono ai soldi consegnati alla Ligabue dall’ex consigliere del Pd Antonio Olivo (24 mila euro) e dall’imprenditore reggiano Mirco Salsi (70 mila euro): il primo, volendo poi indietro i suoi 24 mila euro, aveva contattato i titolari dello studio legale che sono caduti dalle nuvole. Da lì – è il 2012 – è partita la denuncia. «Le ho dato i soldi per un investimento immobiliare a Bologna poi mai realizzatosi, fidandomi perché era una persona che non aveva mai avuto guai con la legge, esponente politico del Pd sul quale non avevo alcun dubbio» ha raccontato ai cronisti – l’udienza scorsa – l’imprenditore reggiano Mirco Salsi. Ligabue era accusata di falsità in scrittura privata e falsità in cambiale. Imputazioni ora “evaporate”.

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