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Cassa integrazione alla Bosch: weekend lungo per 500 impiegati emiliani

Enrico Lorenzo Tidona
Cassa integrazione alla Bosch: weekend lungo per 500 impiegati emiliani

Ordini in calo: i lavoratori degli uffici staranno a casa il venerdì fino a fine anno coperti dall’ammortizzatore sociale

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VEZZANO SUL CROSTOLO (Reggio Emilia)  Per trovare un solido esempio della pregiata ingegneria tedesca non serve oltrepassare le Alpi: basta girare l'auto e puntare verso sud. A 15 chilometri da Reggio Emilia c'è Vezzano sul Crostolo e lì, il colosso mondiale Bosch, ha creato un piccolo feudo rilevando nel 2005 la Oil Control.

Sul grande stabilimento reggiano campeggia ora l'insegna della Rexroth, costola del gruppo Bosch, e che da sola fattura 5,4 miliardi di euro nel mondo e investe 325 milioni di euro in ricerca e sviluppo. Una realtà industriale che sviluppa meccanismi per la mobilità e l'oleodinamica, con una filiale incastonata tra le colline reggiane, ma che nonostante l'alto valore dei manufatti soffre la frenata dell'economia mondiale che sta fiaccando anche la meccanica reggiana.

La Rexroth italiana ha quindi deciso di ridurre l'orario di lavoro per 500 dei 1.300 dipendenti distribuiti tra il quartier generale di Nonantola, il grande stabilimento di Vezzano (che conta 300 addetti) e quello di Pavullo nel Frignano.

L'azienda ha infatti chiesto e ottenuto l'attivazione della cassa integrazione ordinaria con la quale sopperire alla riduzione dell'orario di lavoro, necessaria per alleggerire il costo del personale vista la fiacca degli ordini a fine anno. La particolarità, però, è che questa volta non si tratta di gravare sugli operai, bensì sugli impiegati: amministrativi, commerciali e tecnici ai quali è stato chiesto di lavorare 8 ore in meno la settimana.

In pratica, per 13 settimane, i 500 impiegati coinvolti (poco meno di un centinaio solo a Vezzano) avranno una sorta di weekend lungo: staranno a casa dal venerdì e per quelle ore riceveranno lo stipendio - ridotto - grazie all'integrazione statale invece che il salario ordinario. Una soluzione già usata in passato ma resa ancor più necessaria del raffreddamento degli ordini sia dall'Europa che da oltreoceano.

Il caso della Bosch, oltre che per i numeri, è emblematico perché se anche i primi della classe sono costretti a ricorrere alla cassa integrazione, è facile capire il grado di preoccupazione che aleggia nelle fabbriche reggiane. La crescita zero alla quale si approssima ormai l'Italia, non stimola certo il mercato interno. I fatturati delle aziende faticano a trovare grandi sfoghi all'estero dopo la decrescita in Cina e il rallentamento degli Stati Uniti.

La limata al costo del lavoro è necessaria per chi, con precisione tedesca, gestisce l'azienda come un metronomo. La stessa Bosch Rexroth Oil Control, che ha il controllo diretto del braccio emiliano, conta nel 2015 ricavi per 160 milioni di euro e utili per 6,3 milioni. La cassa non è certo un problema potendo attingere anche dai rivoli della capogruppo internazionale, colosso da 50 miliardi di fatturato e 360mila collaboratori nel mondo. I fondamentali industriali ci sono tutti ma la prospettiva non è delle più rosee.

La dirigenza della Bosch ha deciso perciò di tirare il fiato aggiustando i conti sfruttando anche l'ammortizzatore sociale, che terminerà a fine anno. Una procedura concertata con i sindacati, con i quali è in atto anche il rinnovo del contratto aziendale, segno del buon stato di salute generale. L'azienda fermerà gli uffici un giorno alla settimana con alcuni addetti che rimarranno di presidio allo stabilimento.

Nel frattempo, però, dalla casa madre tedesca stanno giungendo nuove produzioni rilocalizzate verso l'Emilia, che una volta implementate daranno una spinta al fatturato di circa il 10 per cento, aumentando il peso della filiale italiana sulla quale gravitano diversi progetti. Uno tra questi è quello gestito insieme alla facoltà di ingegneria dell'università di Modena e Reggio, con la quale il gruppo Bosch organizza tirocini e corsi di tedesco. Una preziosa collaborazione che punta ai giovani ingegneri da arruolare nel nostro territorio.
 

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