«Ci hai lasciato troppo presto Ti ricorderemo per sempre»
REGGIOLO. Si sono svolti in un clima di grande commozione, ieri pomeriggio nella casa comunità di Reggiolo, i funerali di Francesco Todaro, 33 anni, imprenditore edile e padre di famiglia, stroncato...
REGGIOLO. Si sono svolti in un clima di grande commozione, ieri pomeriggio nella casa comunità di Reggiolo, i funerali di Francesco Todaro, 33 anni, imprenditore edile e padre di famiglia, stroncato da una grave malattia. Per il suo grande coraggio e la sua forza nell'affrontare la malattia, fratelli e cugini l'avevano soprannominato Rocky. Struggente il ricordo dei familiari che hanno letto alcune riflessioni durante le esequie tra gli applausi e le lacrime della gente. E prima dell'ultimo viaggio al cimitero, i figli di Francesco, con la moglie Paola, hanno liberato in cielo decine di palloncini bianchi. La casa comunità non è riuscita a contenere la folla e molti hanno ascoltato la messa nel piazzale. Davanti all'altare la bara coperta di rose bianche. Reggiolo, dopo i due 17enni morti nell'incidente dei mesi scorsi, dell'operaio di 38 anni dell'Enel morto sul lavoro, oltre ai defunti per malattia, piange un'altra giovane vittima del destino.
«Quanti giovani sono stati rapiti dalla morte quest'anno. Solo Dio può giudicare perché vede il ricamo della vita dalla parte del diritto mentre noi lo vediamo dal di sotto pieno di noie di fili che pendono. Siamo qui per salutare Francesco. Lo facciamo con gli occhi pieni di lacrime ma con i cuori pieni di speranza». Così ha esordito, nell'omelia, don Guerrino Franzosi che ha celebrato la messa insieme ai diaconi e a don Francesco Avanzi. Prima delle benedizione, una parente, a nome della moglie Paola e dei due figli in tenera età ha letto un messaggio. «Hai generato insieme a me, tua compagna di vita, una famiglia meravigliosa piena di amore – ha letto don Avanzi –. Ti ho amato tantissimo e continuerò a farlo. Avrei solo voluto regalarti altro tempo, tanto tempo, per vivere e sognare insieme». Una cognata ha aggiunto: «Mio marito ha perso una parte del suo cuore che nessuno mai colmerà. I nostri figli ti hanno perso presto ma gli ricorderemo che superzio fantastico sei stato». Poi i cugini che a fatica, hanno lasciato un messaggio tra le lacrime. «Ci hai lasciato troppo presto – hanno aggiunto i cugini – ma in questo poco tempo hai riempito le nostre vite». Al termine della messa un amico di famiglia, con la fisarmonica ha intonato l'Ave Maria di Schubert. (m.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
