Assalto notturno da Eros Motor, i furti non si contano più
Reggio Emilia: i ladri si arrampicano sulla finestra al primo piano e la fanno saltare, rubati caschi e abbigliamento per 70mila euro alla concessionaria Yamaha di Codemondo
REGGIO EMILIA. Un altro furto notturno, l’ennesimo di una lunga serie, è stato messo a segno ai danni di Eros Motor Snc, la concessionaria Yamaha di via del Quaresimo a Codemondo. «Non saprei quanti sono, abbiamo perso il conto di quante volte ci hanno derubato. Ma, contando che siamo qui a Codemondo dal 1990, da 26 anni, e che la media è stata di due colpi all’anno (anche l’anno scorso si era verificato un furto in questo periodo, il 7 ottobre), abbiamo perso il conto», commenta sconsolato Airis Magnanini, uno dei soci.
L’ennesima intrusione si è verificata nella notte tra lunedì e ieri, quando una banda di malviventi è entrata in azione sul retro dell’edificio, che si affaccia su un campo.
VIDEO: L'INTERVISTA AL TITOLARE
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I ladri hanno preso due pallet che si trovavano all’esterno dell’officina («li teniamo sul retro – spiega Magnanini – perché ci appoggiamo sopra i bidoni dell’olio. Di solito li rimuoviamo ma aspettavamo di accumularli per portarli in discarica»), li hanno posizionati contro il muro per raggiungere il loro obiettivo – la finestra al primo piano – si sono arrampicati e sono riusciti a spaccare la vetrata, aprire il lucchetto che assicurava l’inferriata e scardinare le grate. «Da chiarire come abbiano fatto – commenta Boris Magnanini, un altro socio – i residenti del quartiere a quell’ora hanno sentito due forti botti: spari o esplosioni, senza dubbio per sbarazzarsi del lucchetto».
Una volta entrati nel magazzino al primo piano, i malviventi hanno fatto razzìa di gran parte dei capi di abbigliamento.
«Il magazzino era pieno, perché nel negozio a pianterreno teniamo solo una taglia per capo, le altre taglie vengono custodite sopra e dobbiamo ancora fare un esatto inventario di quel che è rimasto – proseguono i soci – sono sparite circa 250 giacche da motociclista di pelle e di tessuto, una decina di tute in pelle, un centinaio di pantaloni e infine una settantina di caschi, quelli più cari riposti sugli scaffali. Un bottino ingente: il valore si aggira sui 60-70mila euro».
Certo è che i malviventi erano ben informati sui sistemi antintrusione presenti così come è innegabile che abbiano agito assai velocemente. «L’allarme – spiegano i soci – è suonato all’1.35. Le telecamere esterne davanti all’ingresso mostrano la pattuglia della polizia, subito seguita dalle guardie giurate, all’1.45: in dieci minuti hanno ripulito il locale. Dovevano essere quattro o cinque per arraffare la merce così celermente; particolare confermato anche dai residenti, che hanno affermato di aver sentito diverse voci maschili».
Ieri mattina la Scientifica si è recata sul posto, per eseguire i rilievi alla ricerca di impronte o altre tracce. Questa volta però il colpo potrebbe differenziarsi dai precedenti. «Fino ad oggi – proseguono i Magnanini – ci avevano rubato prevalentemente moto e, di conseguenza, si trattava probabilmente di malviventi che agivano su commissione. In questo caso hanno rubato abbigliamento, merce che anche il ladro comune può piazzare facilmente». Negli anni, Eros Motor ha preso parecchi provvedimenti sul fronte preventivo.
«Vigilantes, un sistema di telecamere a circuito chiuso, l’allarme antifurto, sensori sulle vetrate, inferriate, doppi vetri, ci mancano solo i fumogeni: non possiamo inastallarli perché l’abbigliamento si rovinerebbe – spiegano i soci – i mezzi leciti li abbiamo adottati tutti, restano solo quelli illeciti, come far scattare un mitra insieme all’allarme… È una provocazione, ovviamente. Ci abbiamo fatto il callo, sappiamo che se l’allarme suona prima di mezzanotte è probabile che sia un animale, mentre se scatta alle 2 o alle 3 è una razzìa: e arrivi preparato. Del resto, che altre misure di sicurezza vuole che prendiamo?».
I titolari sono talmente rassegnati che vedono anche il lato ironico. «L’assicurazione? Certo che l’abbiamo. Speriamo solo che ci vogliano ancora come clienti».
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