Coopbox, la vertenza passa al ministero
Bibbiano: i 150 lavoratori della cooperativa potrebbero rinunciare a parte del salario a fronte di un piano di “restituzione”
BIBBIANO. Un incontro al ministero dello Sviluppo economico, area crisi, al quale sono stati convocati sindacati e il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, per risolvere la lunga vertenza che dallo scorso aprile è aperta alla Coopbox.
Questo è emerso a seguito della lunga trattativa che ieri pomeriggio si è tenuta nello stabiimento di Bibbiano, che occupa 150 lavoratori. La Coopbox fa parte del gruppo Ccpl, si occupa di imballaggi alimentari e ha un altro stabilimento a Matera, in Basilicata, dove lavora una cinquantina di addetti. Lo scorso aprile i lavoratori si sono trovati di fronte alla disdetta unilaterale della contrattazione di secondo livello. Decisione che si è concretizzata in agosto con il taglio di 250 euro degli stipendi.
Ora, le parti sociali sono al lavoro per elaborare un sistema con cui “restituire” in qualche modo ai lavoratori l’eventuale decurtazione di stipendio che è possibile debbano affrontare per risolvere la crisi in atto. Ma la trattativa è complicata e si svolge su più fronti. Se a Matera i lavoratori stanno scioperando ormai da una settimana, con un conseguente blocco della produzione, a Bibbiano si cerca la strada dell’accordo e del dialogo con la proprietà. Ieri i sindacati, durante l’incontro, hanno ribadito che l’obiettivo è quello di riconquistare gran parte del contratto aziendale disdetto dall’azienda in modo unilaterale lo scorso aprile.
«Da parte dei lavoratori c’è l’impegno a rinunciare a una parte del salario – conferma Pino Oliverio, funzionario Cgil –. Il nostro primo obiettivo è che ai lavoratori venga garantito un piano di restituzione futura del salario. E se ci saranno sacrifici da sostenere, dovranno essere studiate le modalità per restituire ai dipendenti la porzione di salario che si vedranno trattenuta. Si parla di centinaia di migliaia di euro, naturalmente considerando la somma complessivamente. Anche se la cifra è in fase di discussione. Nel dettaglio, stiamo esaminando, nel corso della trattativa, quantità e durata dell’eventuale sacrificio che i lavoratori potrebbero essere chiamati a compiere».
Nel frattempo, giovedì è stato convocato un nuovo incontro in azienda a Bibbiano.
«Questa volta non abbiamo optato per lo sciopero – spiega ancora Oliverio –. Noi abbiamo già attuato tre settimane di mobilitazione la primavera scorsa quando è stata resa nota la disdetta unilaterale. In questi mesi, poi, la trattativa ha subìto diversi rallentamenti. Si facevano due passi avanti e tre indietro. Nel mezzo c’è stato il cambiamento del presidente. E la conferma della disdetta, ad agosto. La Regione è intervenuta fino a un certo momento, poi si è preferito procedere con le relazioni sindacali», conclude Oliverio.
L’appuntamento, quindi, è previsto alle 11 del 28 settembre al Ministero dello sviluppo economico.
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