Investimenti e utili record un’azienda modello in Italia
CASALGRANDE. Chi cammina dentro uno degli stabilimenti produttivi della Gresmalt troverà a terra una lieve patina frutto del taglio del gres procellanato. Ma è l’unico necessario segno di polvere...
CASALGRANDE. Chi cammina dentro uno degli stabilimenti produttivi della Gresmalt troverà a terra una lieve patina frutto del taglio del gres procellanato. Ma è l’unico necessario segno di polvere depositata, perché per il resto parliamo di stabilimenti-laboratorio, dove domina la tecnologia e l’automazione che unite all’opera degli oltre 300 dipendenti generano un fatturato vicino ai 100 milioni di euro nel 2015. Risultato in miglioramento soprattutto per quanto concerne i margini, che l’anno scorso hanno portato a oltre 10 milioni di utile, record negli ultimi anni, grazie alla riduzione dei costi di produzione.
La formula vincente è sempre la stessa: nessun taglio ma investimenti. La Gresmalt di Casalgrande ha investito forte negli impianti, come avvenuto nel 2012, anno di crisi, quando la ceramica del patron Filippo Salvarani ha avviato nello stabilimento di Jano il più grande impianto italiano per la produzione di gres porcellanato. «Una scelta di investimento ambiziosa» recitava all’epoca la nota dell’azienda reggiana. Sistemi innovativi come l’impianto per lo stoccaggio automatico dei pezzi gestito da 7 veicoli a guida laser prodotti dalla consociata NuovaFima, mentre Gresmalt ha colto l'occasione anche per il potenziamento della linea esistente, installando un mulino modulare.
Le credenziali industriali e finanziarie sono tra le migliori e fanno ben presupporre per l’acquisizione della Terre di Badia, ramo ceduto pochi anni fa proprio dalla Gresmalt, che lo riporta ora sotto il suo ombrello.
La Terre di Badia non è certo un’azienda al capolinea: contava ricavi consistenti, pari a 25 milioni di euro nel 2014, e un piccolo utile. Poi la débacle e il crac, con i libri portati in tribunale, che hanno avviato la complessa procedura gestita dal curatore fallimentare reggiano Ilaria Lenzini, già coinvolta in procedure come i concordati della Ceramiche Sadon e coop Muratori Reggiolo. Il gruppo Gresmalt, fondato nel 1969, ha avuto una progressione produttiva che ha risentito solo in parte dal rallentamento dell’economia e dell’edilizia mondiale. Al 2014 ha raggiunto i 12,5 milioni di metri quadrati di ceramiche nei 4 stabilimenti di Viano, Jano, Casalgrande e Sassuolo. Un’azienda che si fregia di avere il ciclo completo entro i confini italiano, con un laboratorio di ricerca formato da specialisti e attrezzature digitali ad alta tecnologia per poter rispondere tempestivamente al mercato, soprattutto quello estero, che assorbe l’80% della produzione del gruppo Gresmalt.
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