La reggiana Gresmalt rileva una ditta fallita e salva 75 lavoratori
Il patron Salvarani offre al tribunale di Reggio 1,3 milioni riportando nel suo gruppo la Terre di Badia, ceduta nel 2012
CASALGRANDE. È tornata in capo al gruppo Gresmalt di Filippo Salvarani la proprietà della ceramica Terre della Badia di Frassinoro, che può finalmente voltare pagina dopo sei mesi da incubo. Venerdì scorso, alla fatidica apertura delle buste per l’asta fallimentare, è risultata dell’imprenditore reggiano l’unica offerta presentata per rilevare l’azienda per cui il 17 marzo si è aperta una crisi senza fine.
Allora infatti iniziò uno sciopero a oltranza del centinaio di dipendenti (tutti di Frassinoro e dintorni, più l’appendice amministrativa di Fiorano) a fronte dei debiti contratti dalla proprietà riconducibile a William Reverberi, con eroico presidio notturno (anche con neve e gelo) e poi l’inesorabile epilogo del fallimento dichiarato il 4 maggio dal Tribunale di Reggio. In mezzo, settimane fatte di speranze e cocenti delusioni per gli operai, che videro naufragare anche la trattativa con un imprenditore di Gombola (Polinago) che si era mostrato interessato al subentro. Poi tutto è passato nelle mani del curatore, l’avvocato Ilaria Lenzini di Reggio, che di fronte alle richieste dei creditori ha messo sul piatto il materiale ceramico rimasto senza andare a intaccare macchinari e altri beni aziendali, in modo da consentire una più agevole ripartenza. Ed è così che si è fatta avanti la Gresmalt, con un’offerta da 1,3 milioni di cui è stata accertata la regolarità, sancendo di fatto il subentro. A dire la verità, il passaggio resta subordinato alla sottoscrizione di appositi accordi sindacali, ma non dovrebbero esserci problemi, tanto che si pensa di poter formalizzare la cessione entro la fine del mese.
Il futuro della ceramica di Frassinoro passa così da suo passato: era il 2012 infatti quando la Gresmalt decise di vendere il ramo d’azienda alla Terre della Badia spa, anche se mantenne la proprietà dello stabilimento. Cosa che ha facilitato il ritorno, certo, ma non l’ha reso scontato, perché le difficoltà nel mandare avanti un’azienda industriale in montagna (e ancor più qui sul crinale) sono tante. «È un mezzo miracolo che sia finita così - ha sottolineato il sindaco di Frassinoro Elio Pierazzi che ha seguito passo dopo passo la vicenda - con la ceramica che ha di nuovo un futuro nelle mani di un imprenditore serio e capace. Grazie a lui, ma anche al curatore fallimentare, che ha pensato alla continuità e non allo svuotamento dell’impianto. E grazie a tutti coloro che, nelle varie sedi, hanno avuto a cuore questo stabilimento e quello che rappresenta per il territorio». Pierazzi non lo dice ovviamente, ma nella lista di chi ha lavorato per il risultato, con incontri su incontri, lui un posto particolare ce l’ha eccome. Ci vorrà un po’ per ritornare alla produzione (dopo anche il maxi furto di rame di inizio giugno) ma non sembra impossibile pensare di rivedere a gennaio il forno finalmente riacceso.
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