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Mercatini del riuso, Confesercenti dice no

Mercatini del riuso, Confesercenti dice no

Ma per il presidente Domenichini «il protocollo tra i comuni proposto dalla Cna non è la soluzione»

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REGGIO EMILIA. Dopo Cna anche Confesercenti si schiera contro i mercatini del riuso. Ma a differenza della Cna che ha presentato un protocollo d'Intesa con i Comuni per mettere ordine in un fenomeno in costante crescita, Confesercenti con il presidente provinciale Dario Domenichini ritiene che per risolvere il problema, occorra «modificare o abrogare la delibera di Giunta Regionale che dà alle amministrazioni ampia facoltà di manovra». E se il conteggio secondo il quale ogni anno in tutta la provincia sono circa 300 le giornate in cui si svolgono mercatini del riuso è corretto, è altrettanto vero che le associazioni di categoria al loro interno sono spaccate. Da una parte i commercianti che sono contrari a questi outlet a cielo aperto, come ha definito il fenomeno la Cna, dall'altra baristi e ristoratori che vedono di buon occhio queste iniziative che portano clienti e maggiori incassi.

A spiegare l’esistenza di questa netta divisione all’interno delle associazioni del commercio è uno degli organizzatori reggiani di alcuni dei tanti mercatini del riuso che per lo più si svolgono alla domenica. In diversi casi, ci spiega anche che sono le stesse amministrazioni comunali a organizzare direttamente questi eventi o a contattare chi può mettere in piedi un mercatino del riuso in poco tempo. Così come sostiene che c’è sempre molta attenzione al fatto che non faccia la sua comparsa sui banchetti merce nuova.

«Noi organizzatori non siamo pubblici ufficiali – aggiunge – ma se è presente un banco con roba nuova non la lasciamo esporre. Deve essere merce usata venduta da privati senza partita Iva e in maniera occasionale, queste le condizioni per poter parlare di mercatino del riuso». Una distinzione che non basta a Confesercenti che ha presentato un ricorso al Tar contro la delibera n° 151/2014. «Quella delibera – spiega Domenichini – che è stata voluta fortemente dalle amministrazioni comunali della Regione» e che ha superato la legge regionale del 2011 che imponeva agli hobbisti una tessera e un numero massimo di partecipazioni a tali manifestazioni. «Quella normativa di buon senso – rileva Domenichini – è stata scavalcata dalla possibilità pressoché illimitata di organizzazione di mercatini del riuso che a oggi a tutti gli effetti sono norma». A Confesercenti non basta quindi la lettera d’intenti proposta da Cna, né la disponibilità del Comune di Reggio a incontrare le associazioni.

«Solo se l’assessore regionale Andrea Corsini rispetterà la parola data e ritirerà la delibera – conclude infatti Confesercenti – avremo finalmente la cornice legale entro la quale far valere le nostre ragioni verso le amministrazioni locali troppo disinibite nei confronti del fenomeno del riuso che non si vuol sopprimere, ma ricondurre a un più corretto utilizzo». (r.f.)

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