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Pecora sbranata dal lupo, nei boschi di Ca’ del Vento

di Ambra Prati
Pecora sbranata dal lupo, nei boschi di Ca’ del Vento

Albinea: Roberto Barbieri ha filmato tra gli alberi l’animale squarciato sul ventre «Il mio labrador era agitato, la preda ancora calda. Casi sempre più frequenti»

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ALBINEA. Ossa scarnificate di animali accanto alle radici di un albero. A pochi metri, accanto ad un altro albero, la carcassa di una pecora bianca squarciata e dilaniata dal ventre fino alle zampe posteriori. E’ la scena impressionante visibile in un filmato ripreso la scorsa settimana con il cellulare da Roberto Barbieri, 38enne residente ad Arceto di Scandiano con la passione per le passeggiate nei boschi, che proprio durante una escursione all’alba a Ca’ del Vento, sulle colline albinetane, si è imbattuto in quella che probabilmente è opera di un lupo o di un branco di lupi.

Barbieri non è un cacciatore ma è un grande conoscitore della nostra collina. Pochi giorni fa il 38enne stava facendo una camminata sulle colline albinetane in compagnia del suo cane. L’uomo si trovava sul sentiero che da Borzano scende verso Montericco quando, appena arrivato su alla spianata di Ca’ del Vento, il suo cane labrador Molly ha cominciato ad agitarsi e ad abbaiare.

«Evidentemente ha fiutato l’odore del lupo, che doveva essere vicino perché, quando mi sono avvicinato, la pecora era ancora calda – spiega Barbieri –. Personalmente il primo lupo in notturna l’ho avvistato due anni fa, nei boschi di Rio Viola, nella zona di Tressano di Castellarano. All’epoca questi animali selvaggi erano rari. Adesso non più: gli avvistamenti sono sempre più frequenti. Ormai non è inusuale, percorrendo boschi poco battuti, imbattersi in questi canidi, anche se resta arduo stabilire un contatto. Sono un appassionato di escursioni notturne in fuoristrada con gruppi adventure in Appennino, e anche chi pratica questo sport conferma che il lupo è visibile solo di notte, al calar del sole o all’alba».

Secondo Barbieri – e come confermano i diversi avvistamenti e gli esperti della polizia provinciale – la presenza dei lupi nelle nostre zone sono sempre più frequenti. «Spesso durante le mie passeggiate ho trovato scheletri di caprioli, lo scorso inverno anche un cinghiale divorato. Parlando con i cacciatori che fanno selezione al capriolo, le doppiette lamentano che un tempo dovevano abbattere dieci caprioli; ora ne hanno al massimo due a testa. Questi animali sono drasticamente calati di numero perché vengono sbranati dai lupi, unici predatori possibili – spiega Barbieri –. Nella zona di Montericco, dei contadini hanno segnalato che in casolari isolati perfino i cani domestici legati al guinzaglio sono stati trovati azzannati dai loro simili».

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