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Reggio Emilia, giungla di auto e bus in circonvallazione

di Luciano Salsi
Reggio Emilia, giungla di auto e bus in circonvallazione

Un quarto d’ora per percorrere un chilometro tra corsie dedicate ai bus, automobilisti indisciplinati e il rosso “a chiamata”

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REGGIO EMILIA. Con la riapertura delle scuole si ripresentano nelle ore di punta gli intasamenti che rallentano la circolazione o addirittura paralizzano il traffico, soprattutto se la pioggia o, ancor peggio, la neve spingono sulle quattro ruote anche gli irriducibili ciclisti e pedoni.

Il peggio capita fra le 13 e le 13.30, quando le strade si riempiono di automobili dei genitori che riaccompagnano a casa gli alunni. In prossimità degli edifici scolastici il marasma è totale, ma poi il traffico finisce per incanalarsi negli assi principali della viabilità, che non riescono a contenerne l’ingrossamento.

Fra i nodi critici, uno dei più delicati è il tratto nord-ovest della circonvallazione compreso fra viale Isonzo e viale Timavo. Chi ha la disgrazia di doverlo percorrere sull’onda verde intorno alle 13 deve rassegnarsi a impiegare un quarto d’ora per superare la distanza di un chilometro.

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Il malumore degli automobilisti è andato crescendo nel tempo e ha finito per indirizzarsi contro un ostacolo che accentua i rallentamenti: il semaforo pedonale a chiamata installato in corrispondenza delle zebre che consentono l’attraversamento di viale Timavo all’incrocio con la rotatoria di Santo Stefano (piazzale Duca d'Aosta).

Infatti quello è un passaggio praticato dai molti pedoni e ciclisti, fra cui parecchi anziani, diretti all’ufficio postale che si trova proprio di fronte e da quelli diretti verso le zone residenziali limitrofe a via Emilia all’Angelo o provenienti da esse. Quando queste persone pigiano il pulsante che fa scattare il rosso, il traffico sulla rotatoria si blocca e si immobilizzano le lunghe colonne di automezzi sull’onda verde della circonvallazione, fino all'incrocio fra viale Isonzo e via Allegri, e sulla via Emilia all’Angelo, ma anche nel senso opposto sull'onda rossa.

Al coro degli automobilisti che chiedono di eliminare il semaforo pedonale il Comune aveva risposto in un primo momento in maniera negativa, sostenendo che occorreva tutelare gli utenti deboli della strada, ma poi, ascoltato il parere degli esperti, ha promesso di accogliere la richiesta. Peraltro non ci si deve illudere che basti spostare il semaforo per fluidificare la circolazione.

In quel tratto sono più d’uno, infatti, i colli di bottiglia e i comportamenti scorretti che contribuiscono ad aggravare la situazione.

Chi proviene da porta Santa Croce, percorrendo viale Isonzo sull’onda verde, incontra i primi ingorghi già all’incrocio con via Makallè e via Nobili e la situazione si fa caotica all’incrocio semaforico con viale Regina Elena, dove convergono non solo i molti automezzi provenienti da Sesso, ma anche quelli che escono dal controviale.

I più indisciplinati cercano di guadagnare un po’ di tempo passando con il giallo, dal momento che non vi sono installate le telecamere capaci di dissuadere da tale infrazione in altri punti, ad esempio in prossimità dell’Esselunga. Così rimangono bloccati in colonna sotto il semaforo, ostacolando il passaggio a quelli che vengono da viale Regina Elena o che, dall’onda rossa, vogliono svoltare a sinistra. Un altro impedimento è al semaforo successivo. I molti autobus che si immettono da via Franchetti o vi entrano, diretti alla fermata attrezzata della caserma Zucchi, hanno a disposizione una terza corsia preferenziale, che purtroppo viene spesso occupata dai soliti furbi. Tale percorso, perciò, è spesso intasato e, quel ch’è peggio, incontra una strozzatura dopo un centinaio di metri. Infatti, prima della rotatoria di Santo Stefano la corsia preferenziale cessa e sia gli autobus sia le auto abusive devono confluire nella corsia centrale, con le conseguenze che si possono sperimentare.

Dulcis in fundo, la rotatoria. Anche quando il semaforo pedonale è inattivo, si rimane a lungo ad aspettare, pur avendo la precedenza su chi vi si immette da via Emilia all’Angelo. Fra l’altro si deve cedere il passo ai pedoni che attraversano sulle zebre presso l’incrocio con via Fabio Filzi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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