Poviglio, suv prende fuoco ustionato un 28enne
Due bombole da campeggio s’incendiano nel baule mentre il giovane stava andando a prendere il bambino a scuola
POVIGLIO (REGGIO EMILIA). Minuti interminabili e di autentico terrore quelli vissuti nella tarda mattinata di ieri dal 28enne Matteo Graziani e dalla sua famiglia.
L’uomo, una volta uscito dall’azienda specializzata nella produzione di autogrù in cui lavora, intorno a mezzogiorno stava andando alla discarica per smaltire due bombole da campeggio che aveva nel baule del suo fuoristrada. Questo, prima di andare a prendere il figlio piccolo che frequenta la scuola materna a Castelnovo Sotto.
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Improvvisamente, quella che fino a quel momento era stata una tranquilla mattinata come tante altre, si è trasformata in uno dei giorni più terrificanti nella vita di Graziani. Il 28enne, mentre stava guidando, ha notato che il fuoco stava divampando dal lato posteriore del suv, un Nissan Patrol, alimentato a nafta. Graziani è sceso dal fuoristrada per tentare di fermare le fiamme ma era troppo tardi. L’incendio, infatti, era già scaturito. Graziani si è fermato davanti alla Landini e ha aperto il baule per controllare il fumo. In quel momento, probabilmente a causa di un corto circuito innescato dal contatto tra le bombole e la luce del fuoristrada, si è alzata una fiammata che ha colpito il 28enne al volto, in testa e sul lato destro del corpo. Inizialmente, Graziani credeva di essersi riparato in tempo dalle fiamme, e ha pensato a chiamare un amico per andare a prendere suo figlio, che proprio quando è divampato l’incendio stava uscendo da scuola. L’amico è passato a prenderlo in macchina e insieme hanno raggiunto il bambino a scuola, mentre il meccanico di via Meucci a Poviglio ha recuperato il suv, portandolo nella sua officina dove verrà riparato. Il fuoristrada ha riportato parecchi danni, soprattutto all’interno: il seggiolone dove avrebbe dovuto sedersi il bambino è stato distrutto dall’incendio. E solo per pochi minuti si è evitata la tragedia: se, infatti, le fiamme fossero scaturite più tardi, le conseguenze dell’incendio avrebbero potuto essere devastanti. Una volta arrivato a casa, in via Galvani, il 28enne si è reso conto che le ustioni provocate dalle fiamme stavano iniziando a manifestarsi in modo importante, tra la paura dei famigliari di Graziani, come la suocera Amalia Caterino alla quale è stato affidato il nipote, mentre veniva allertato il 118.
A Poviglio è arrivato l’elicottero del 118 atterrato al campo sportivo: Graziani è stato caricato a trasportato all’ospedale Maggiore di Parma, dove gli sono state diagnosticate ustioni di secondo grado: l’uomo è stato bendato in testa, al volto e gli è stato medicato il lato destro del corpo. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Sant’Ilario e i carabinieri.
Le bombole sono state poste sotto sequestro perché serviranno alla ricostruzione dell’esatta causa che ha fatto scaturire le fiamme. «Abbiamo temuto il peggio – confessa, comprensibilmente angosciata, Concetta Campaniello, moglie del ferito –. Visto l’accaduto, infatti, la situazione avrebbe potuto degenerare con conseguenze terribli».
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