Tannetum romana, al via gli scavi
Da ieri al lavoro tredici studenti. L’archeologo Storchi: «Iniziamo dall’anfiteatro»
GATTATICO. Sono partiti ieri mattina, e proseguiranno fino a fine mese, gli scavi archeologici della città romana di Tannetum, che tanto interesse hanno suscitato tra gli addetti ai lavori e tra i profani. Scavi finanziati in parte dai Comuni di Gattatico e Campegine, in parte frutto di donazioni; scavi che, soprattutto, in territorio di Gattatico, non si vedevano da trent’anni.
Arrivati domenica e ospitati dal Comune di Sant’Ilario, ieri i tredici studenti (quattro danesi, i restanti dell’Università La Sapienza di Roma) si sono messi al lavoro, armati di pale, picconi e cazzuole. Le operazioni sono iniziate proprio da località Bertana, il sito dove, secondo l’ipotesi formulata dall’archeologo reggiano Paolo Storchi in base a una fotografia aerea scattata nel 1996, potrebbe trovarsi un anfiteatro di epoca imperiale del tutto sovrapponibile, per forma e dimensioni, a quello di Roselle, nel Grossetano.
«I ragazzi sono molto entusiasti all’idea di scoprire l’anfiteatro: speriamo di trovarlo e che siano ben conservato alcune delle sue strutture – afferma lo studioso Storchi – la fase di preparazione con le ruspe, che hanno spianato il terreno e tolto la parte arativa, è già stata fatta; procederemo per strati, secondo il metodo classico».
L’esordio ha ricevuto la visita del sindaco di Gattatico Gianni Maiola e del collega di Sant’Ilario Marcello Moretti, assieme ai rappresentanti del gruppo storico-archeologico Val d’Enza di Sant’Ilario. Non solo un anfiteatro, ma la città di Tannetum. «Altri sondaggi effettuati con la fotografia aerea mostrano delle tracce che lasciano presagire altre strutture, che dovremo valutare con attenzione –conclude Storchi –. Ringrazio tanto i sindaci che hanno creduto e finanziato questo progetto». (am.p.)
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