Bambini nella vigna alla scoperta della vendemmia
Cavriago: 120 alunni della scuola d’infanzia a pigiare l’uva Roberta Zini, insegnante: «Così non si perdono le tradizioni»
CAVRIAGO (REGGIO EMILIA). «Posso mangiare un po’ d’uva?». E in men che non si dica un acino era già in bocca di un bambino di tre anni. «Davvero posso saltare e pestare tutta quell’uva a piedi nudi?», è la domanda che nel frattempo un altro fa alla maestra con lo sguardo incredulo e un sorriso splendente. Poi un compagno, guardando il contadino, esclama: «Posso bere un po’ di succo?». E dopo un po’: «Posso berne ancora? Che buono».
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Ieri mattina ben 120 bambini delle scuole dell’infanzia del paese hanno vissuto un’esperienza speciale: hanno vendemmiato. Armati di impermeabili, stivaletti di gomma, forbici e secchielli sono stati ospitati dall'azienda agricola il Mello di Paolo Gagliardi, produttrice dei lambruschi biologici Sorelle Schiavi. Tutti i bambini della scuola dell’infanzia Le Betulle e una sezione dei Tigli hanno dunque avuto la possibilità di visitare l'azienda vitivinicola, vendemmiare e pigiare l'uva come si faceva una volta.
«È una bellissima esperienza – sottolinea una delle insegnanti, Roberta Zini – In questo modo non si perdono le nostre tradizioni, i bambini stanno all’aria aperta, vedono da vicino una realtà che non sempre hanno la possibilità di conoscere. Sperimentano tutti i passaggi: dalla raccolta alla pigiatura, poi visitano la cantina». A dare una mano c’è anche l’assessore alla Scuola, Lucia Ferrari. «Il fatto che le aziende di Cavriago aprano le loro porte alle scuole del paese e collaborino ai diversi progetti didattici è un valore aggiunto – dice l’assessiore – I bambini hanno la possibilità di conoscere il territorio dove vivono e di stare all’aria aperta».
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Tra l’altro le attrezzature utilizzate sono state messe a disposizione da Matteo Franzoni, nipote di Franco Giaroli, lo storico fondatore del parco Pertini. «Le mostatrici – spiega Franzoni – sono quelle che si usavano alla festa dell’uva che si svolgeva al Pertini. Le ho recuperate e sistemate per continuare la tradizione. Quando le scuole me le chiedono, le presto ben volentieri». La festa che si faceva al Pertini era un appuntamento fisso per i bambini del paese ma non era l’unica proposta per i più piccoli. «Si faceva anche la semina e si mostrava come si lavavano i panni con la cenere» conclude Franzoni.
La vendemmia e la pigiatura dell’uva nel frattempo continua, tra una goccia d’acqua e un accenno di sole. Anche se i bambini sembrano non far troppo caso al tempo. Sono già entrati nella parte di provetti contadini. Finché arriva il momento di andare e, tutti in fila indiana, si accingono a salire sul pullmino portando con sé un po’ d’uva e un carico di ricordi di una splendida giornata.
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