Cisv e Intercultura oggi in piazza per parlare di pace
REGGIO EMILIA. Qual è il valore della parola “Pace”? La desideriamo, la auspichiamo, eppure sembra vuota nel momento in cui siamo circondati da conflitti, rivolte, xenofobia e paura. Come può una...
REGGIO EMILIA. Qual è il valore della parola “Pace”? La desideriamo, la auspichiamo, eppure sembra vuota nel momento in cui siamo circondati da conflitti, rivolte, xenofobia e paura. Come può una parola fermare tutto questo? Per tutto l’anno suona come un’utopia, tranne il 21 Settembre: ogni anno, l’assemblea generale delle Nazioni Unite si riunisce, il segretario suona la campana della pace e siamo tutti chiamati a partecipare al Peace One Day, la Giornata internazionale della Pace. Una data istituita dall’Onu già nel 1981, con lo scopo di dedicare una giornata alla sospensione di ogni conflitto.
Nel centro di Reggio Emilia, oggi pomeriggio, saranno presenti due associazioni di volontariato. La prima è Cisv, che organizza esperienze internazionali per educare alla pace ragazzi da 11 a 18 anni; la seconda è Intercultura, con la quale studenti di tutto il mondo hanno l’opportunità di immergersi nella cultura di un Paese nuovo. Lo scopo è manifestare, informare e accogliere chiunque abbia il desiderio di saperne di più e dare un proprio contributo a questa giornata. Info: reggioemilia@it.cisv.org o interculturare@gmail.com.
La pace non è soltanto fine a se stessa, ma si collega a importanti questioni politiche e sociali. Per questo ogni anno l’International Day of Peace ha un titolo, un tema particolare su cui soffermarsi mettendo da parte ogni violenza.
Quest’anno lo slogan deciso dall’Onu è “The sustainable development goals: building blocks for peace”, ovvero “costruire mattoni per la pace”, riguardante i 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile concordati dall’assemblea delle Nazioni. È un tema ambizioso, trattandosi di 17 questioni globali – fra cui povertà, disparità di genere, degrado ambientale – che tutte le Nazioni devono risolvere unitamente. Eppure il “cessate il fuoco” può essere proprio l’occasione migliore per iniziare ad affrontarle in modo non violento. Un conflitto in corso, di qualsiasi entità, ostacola sempre ogni progetto costruttivo e di cooperazione, mentre l’uomo ha bisogno di altro, ha bisogno di unità.
Informarsi sulla pace, diffonderla e adottarla: tutti possono portare un piccolo cambiamento.
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