Gazzetta di Reggio

Reggio

«I gruppi per il sì sono interessati solo alle poltrone»

di Ambra Prati
«I gruppi per il sì sono interessati solo alle poltrone»

Affondo di Rinascita Campeginese: «Tre gruppi fotocopia La loro ragion d’essere è di governare un Comune unico»

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CAMPEGINE. «I comitati per il sì alla fusione? Vogliono solo sostituirsi alle attuali amministrazioni, sono mossi da ambizione politica». Rinascita Campeginese, il comitato per il no alla fusione tra Sant’Ilario, Campegine e Gattatico, interviene dopo che i gruppi pro fusione (Camminiamo Insieme, Comune Nuovo e Unione Civica), nati in ordine sparso e che raccolgono consensi trasversali nelle tre municipalità, hanno dichiarato di collaborare tra loro e di lasciare spazio ai giovani, coinvolgendo un gruppo di una quindicina di ragazzi tra i 20 e o 30 anni. Questi ultimi, nell’ultimo incontro svoltosi la scorsa settimana in un bar di Campegine, hanno preso la parola per la prima volta, spiegando le motivazioni che li spingono a vedere la fusione come una opportunità.

Dopo questa discesa in campo, Rinascita Campeginese – il comitato storico, attivo da mesi assieme a Tutelare Gattatico per promuovere la vittoria del no alle urne del 16 ottobre – passa al contrattacco mettendo in dubbio la buona fede dei gruppi pro fusione, a dir loro mossi da secondi fini che poco hanno a che fare con l’atteso e discusso referendum che consulterà quasi 23mila persone residenti nella Val d’Enza.

«Osservando lo sviluppo in atto in merito alla proposta di fusione, si colgono spontanee alcune considerazioni – scrive Rinascita Campeginese –. Abbiamo visto in questi giorni la nascita di ben tre comitati per il sì, non uno per paese ma tre comitati che comprendono cittadini delle tre diverse municipalità. Cosa avranno di diverso da sostenere queste tre entità che mirano alla fusione? Cosa avranno di più da dire rispetto a quanto già abbondantemente propagandato dalle tre amministrazioni? Niente. Tutti e tre ribadiscono gli stessi concetti come fossero dei mantra: opportunità da non perdere, soldi a palate, risparmi...».

E’ un duro affondo, quello di Rinascita Campeginese, che fa un distinguo non lusinghiero fra le tre associazioni, che contano al loro interno ex amministratori Pd, consiglieri di opposizione ma anche personalità impegnate nel sociale e nel volontariato: «In una cosa differiscono però i due comitati Comune Nuovo e Unione Civica dal comitato “puro” Camminiamo Insieme. Ossia, a differenza di quest’ultimo, che è palesemente a fianco delle attuali amministrazioni, i primi due criticano aspramente l’operato delle giunte e si propongono di sostituirsi a loro. Siamo un attimo disorientati: pensavamo di doverci impegnare come comitato per il no per far riflettere i cittadini sull'utilità o meno della fusione, mentre adesso il confronto è di altro tipo. E’ ormai evidente a tutti che il vero obiettivo della fusione proposta non è quello di risparmiare sui costi della politica, dare più trasparenza, dar voce ai giovani, potenziare i trasporti, rendere più efficienti i servizi, più uffici sul territorio e altre simili amenità, bensì l’occasione per andare a governare un Comune più grande».

La conclusione dell’associazione Rinascita Campeginese, molto attiva su Facebook e che promette diverse iniziative informative nel prossimo mese scarso che ci separa dal voto, è lapidaria: «Ora abbiamo la certezza che si sta aprendo una nuova fase: dalla riduzione dei costi della politica alla volontà di occuparli per sé. Bravi! Così siamo sempre più convinti della nostra scelta: no alla fusione».

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