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la testimonianza dell’ustionato

«Se avessi già caricato mio figlio sarebbe stata una tragedia»

«Se avessi già caricato mio figlio sarebbe stata una tragedia»

POVIGLIO. È ancora molto provato per la brutta esperienza che ha appena vissuto e, oltre alle ferite esteriori, fasciate dalle bande che gli lasciano scoperta soltanto una porzione del volto, anche...

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POVIGLIO. È ancora molto provato per la brutta esperienza che ha appena vissuto e, oltre alle ferite esteriori, fasciate dalle bande che gli lasciano scoperta soltanto una porzione del volto, anche le cicatrici interiori provocate dalla paura sono un grande fardello da sopportare. Matteo Graziani nella tarda mattinata di ieri ha trascorso uno dei momenti più terrificanti della sua vita, che avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia se solo l’incendio fosse divampato qualche minuto dopo. «Stavo andando a prendere mio figlio alla scuola materna e quando guardo il seggiolino su cui si siede di solito, nel lato posteriore della macchina, ora dilaniato dalle fiamme e dal fumo, non oso immaginare quello che sarebbe potuto accadere» spiega Graziani e si commuove mentre pensa a quella tragedia sfiorata per pochi attimi.

«Ero appena uscito dal lavoro ieri mattina quando è divampato l’incendio nella mia auto, una Nissan Patrol alimentata a nafta – prosegue Graziani –. Pensare che mi stavo dirigendo verso la discarica per smaltire le due bombole di gas che tenevo nel baule della macchina. Si trattava di due bombole da campeggio. Improvvisamente mi sono accorto che dal baule arrivava del fumo. Quindi, mi sono fermato perché mi sono insospettito. Ma era troppo tardi per fermare le fiamme che sono divampate non appena ho aperto il baule. Ero da solo in auto in quel momento, quando si è scatenato l’incendio».

Poi, Graziani, quando ha visto quello che stava succedendo ha chiamato un amico con il quale è andato a prendere suo figlio alla scuola materna di Castelnovo Sotto.

«Mio figlio esce intorno a mezzogiorno e la mia preoccupazione era che non rimanesse da solo – continua Graziani –. Quindi, sono andato a prenderlo con un mio amico che ci ha offerto un passaggio in auto. Abbiamo portato mio figlio a casa, in via Galvani, e, contemporaneamente abbiamo chiamato il 118: mi hanno portato all’ospedale di Parma dove mi hanno bendato e dato le istruzioni necessarie per curare le ustioni riportate dopo la terribile avventura». (s.a.)

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