Gazzetta di Reggio

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Ferri arrugginiti sotto il viadotto

di Luca Tondelli
Ferri arrugginiti sotto il viadotto

Casina: la fotografia di James Bragazzi al braccio del viadotto della Statale 63 preoccupa i cittadini

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CASINA. È conosciuto come uno dei fotografi di paesaggio più talentuosi ed apprezzati dell’Appennino, ma in questa occasione il casinese James Bragazzi ha rivolto il suo obiettivo verso un manufatto della statale 63. E il suo punto di vista, non ha evidenziato bellezze, ma problemi. A differenza del libro realizzato insieme a Clementina Santi nel 2014, che prende in esame gli aspetti storici, paesaggistici e culturali della principale arteria tra la pianura padana e il crinale, infatti, in questa occasione Bragazzi lo fa con intento di denuncia, ed in particolare sullo stato del viadotto in corrispondenza con l’abitato di Casina.

Bragazzi è passato sotto il viadotto e la vista che si presenta, al di là di quelle che possono poi essere le considerazioni tecniche del caso, è abbastanza sconfortante.

Spiega lo stesso fotografo: «Questo è uno dei bracci che sorreggono la Statale 63 a Casina, costruito 25 anni fa circa: si notano tutti i ferri dell’armatura a vista e arrugginiti. A questa velocità di deperimento fino a quando dobbiamo fidarci a passarci sopra? È una sfortuna, è colpa del ferro, del cemento, dei carpentieri, dell'azienda appaltatrice, di tangentopoli? Non ne ho idea ma questo è lo stato di tutti i piloni del ponte».

L’immagine è stata rilanciata e commentata con preoccupazione da molti cittadini su Facebook, che di fronte a quei ferri scoperti si sono chiesti se sia normale o ci sia da preoccuparsi.

Ovviamente quello che si può avere ad un primo sguardo non è certo un parere tecnico, ma l’immagine trasmessa è quella di un deperimento forse eccessivo che può davvero ingenerare nei fruitori della strada qualche timore.

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