Giunta, il rebus Notari tiene Vecchi sulle spine
L’assessore al Bilancio dato per uscente deve ancora formalizzare le dimissioni Continua la ricerca di un sostituto. Sul nome di Marchi si valuta la compatibilità
REGGIO EMILIA. La decisione sembra ormai definitiva. Ma manca ancora il nome del sostituto. Chi sarà il futuro assessore al Bilancio nel caso in cui Francesco Notari formalizzasse le sue dimissioni? Un’uscita di scena di cui si vocifera già da luglio. All’epoca era data come imminente a settembre, in modo da consentire al sindaco di avere il tempo necessario per scegliere il profilo giusto. Che tuttavia manca ancora all’appello. Dalle parti del municipio, da qualche giorno si dice che Vecchi abbia messo in campo una sorta di pressing perché Notari torni sui suoi passi. Ma ai più esperti la mossa è sembrata strategica: un modo per frenare gli appetiti di quanti ambiscono alla carica. Che non sono pochi.
A cominciare dai renziani, che rivendicano un assessore proveniente dalla propria area politica, della quale è espressione lo stesso Notari, dato da più parti sempre per uscente, a meno di un coup de théâtre. Vecchi sembra disposto ad accontentarli. Ma il punto focale resta sempre lo stesso: quale potrebbe essere il nome giusto per sostituirlo? Finora manca una risposta. E così il cambio di guardia è rimasto in fase di stallo, con il rischio di creare ripercussioni anche nell’operato della giunta. Una spina nel fianco del sindaco, che comunque in tempi brevi dovrà decidere a chi affidare i conti dell’amministrazione per la seconda parte del mandato. E scegliere su chi puntare per portare a termine quei progetti a lunga scadenza messi in campo in questi primi due anni, sui quali bisognerà continuare la programmazione.
L’intenzione è quella di non fare rimpasti di giunta, cambiando solo l’assessore uscente con una figura in grado di assumere tutte le deleghe ancora nelle mani di Notari, che comunque dopo la pausa estiva ha partecipato ad alcuni incontri di giunta, anche se non a tutti. In caso di addio, il futuro assessore dovrà quindi assumere le deleghe a Bilancio, Tributi ed Entrate, Valorizzazione del patrimonio e Partecipate. Un pacchetto ampio, che richiederebbe l’esperienza di un tecnico. Ma Vecchi non può trascurare il mantenimento degli equilibri interni. Della maggioranza e del Pd. In rampa di lancio, ci sarebbe sempre il consigliere comunale Pd, Daniele Marchi. Ma sul suo nome nel frattempo sono sorte due controindicazioni. A cominciare dal fatto che Marchi è direttore della coop L’Ovile. È la stessa coop con cui il Comune ha siglato nei giorni scorsi la convenzione sull’integrazione dei profughi. E non è mancato chi ha sollevato l’ipotesi di un rischio incompatibilità.
La seconda controindicazione, invece, riguarda il fatto che i sostenitori di Marchi vorrebbero che ottenesse anche la delega al Welfare, ora affidata al vicesindaco, Matteo Sassi. E su questo Vecchi non sembra disposto a cedere. E quindi? L’alternativa per il momento ha il nome e il volto di Luca Cattani, ex consigliere comunale e capo di gabinetto in Provincia. Sempre ammesso che il presidente della Provincia, Giammaria Manghi, sia disposto a privarsene. Un’operazione dall’esito niente affatto scontato. (e.spa.)
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