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«Il don non abita qui» polemiche a Campegine

di Serena Arbizzi
«Il don non abita qui» polemiche a Campegine

Il nuovo sacerdote si occupa anche di altre comunità e vive a Praticello L’amministratore Mazzali: «Anche le suore hanno paura senza una presenza»

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CAMPEGINE. C’è malcontento, tra i parrocchiani della chiesa dei Santi Patroni Pietro e Paolo, dopo il trasferimento di don Jacek Rudziewicz. La comunità cattolica, infatti, pur apprezzando il nuovo parroco, don Paolo Bizzocchi, che è stato ben accolto a Campegine e Caprara, lamenta di non essere stata consultata in precedenza. In particolare, poi, i parrocchiani sottolineano che, con il nuovo insediamento, non c’è più la presenza stabile del don nella parrocchia, dato che l’unità pastorale è molto estesa e don Paolo vive a Praticello. Questo comporta la conseguenza che le suore di San Giuseppe Benedetto di Cottolengo, che nel 2016 hanno celebrato il centenario del loro arrivo a Campegine, restano sole.

«Avrebbero potuto consultarci prima di operare questa scelta – argomenta Gianpaolo Mazzali, amministratore della casa di riposo, della scuola materna e della parrocchia di Campegine e Caprara – Noi non vogliamo innescare a tutti i costi delle polemiche divisive. Tuttavia, ci sono degli aspetti critici che, pur avendo accolto volentieri don Paolo Bizzocchi, non possono essere ignorati. Sappiamo che la nostra è un’unità pastorale molto estesa che si estende tra i comuni di Gattatico e Campegine e include le chiese di Campegine, Caprara, Taneto, Gattatico, Praticello, Olmo e Nocetolo. La parrocchia di Campegine, però, è la più grande dell’unità pastorale e riteniamo che si sarebbe potuto ragionare sulla presenza fissa di un parroco qui da noi. Nell’affermare questo, muovo da alcune premesse fondamentali. Oltre a don Paolo, infatti, nella nostra parrocchia prestano servizio anche don Armando Caramaschi e don Eugenio Morlini. Don Armando Caramaschi ricopre altri incarichi particolarmente impegnativi: è animatore spirituale della casa del clero e cappellano dell’ospedale di Montecchio, e vivrà in canonica a Praticello. Quindi, non si può pretendere che sia a tempo pieno a Campegine. Anche lo stesso don Paolo vive in canonica a Praticello, mentre Don Eugenio è in canonica a Taneto. Morale: qui non c’è nessuno».

Oltre a essere un problema per i parrocchiani che vorrebbero un punto di riferimento fisso, presente in chiesa, la mancanza di un prete presso la chiesa dei Santi Patroni Pietro e Paolo costituisce un ostacolo alla permanenza delle suore di San Giuseppe Benedetto di Cottolengo.

«Le suore non si sentono sicure senza la presenza fissa di un parroco – prosegue Mazzali – Di notte, ad esempio, hanno paura che possa succedere qualcosa: non si sentono sufficientemente protette. Visto anche l’aumento della microcriminalità cui si assiste negli ultmi tempi. In più, le suore avrebbero voluto trasferirsi l’anno prossimo, ma senza un parroco a Campegine potrebbero anticipare la partenza. E si tratta di un fatto storico perché la primavera scorsa è stato festeggiato il centenario della presenza delle suore in parrocchia. In ottobre, inoltre, cambierà la madre superiora: si tratta di una fase molto delicate per loro se si considera anche il fatto che le vocazioni sono in calo. Per ora la loro presenza a Campegine è confermata, ma per il futuro non sappiamo cosa succederà e se decideranno di rimanere» conclude Mazzali.

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