Maxi furto di rame nell’ex sede dell’Ifoa
Lo stabile di Baragalla, di proprietà del Seminario vescovile, è stato letteralmente “spogliato” del prezioso metallo
REGGIO EMILIA. Devono aver lavorato per lungo tempo, forse per giorni, portandosi via tutto l’“oro rosso” che hanno trovato. Una banda di specialisti che si è accanita sul corpo disabitato del grande edificio di via Guittone d’Arezzo, che fino a pochi anni fa ospitava la sede dell’Ifoa, l’istituto di formazione che si è poi trasferito.
I ladri hanno agito nei giorni scorsi, portandosi via tutto il rame che rivestiva il palazzo di Baragalla, cinto da una grande inferriata e da una rete di plastica dove si nota un grande varco. Lì, probabilmente, la banda ha trovato la breccia attraverso la quale entrare e uscire per portarsi via tutte le grondaie e le coperture in rame che rivestivano il palazzo principale e quello secondario, fino a poco tempo fa di pertinenza della parrocchia del Sacro Cuore, la cui chiesa moderna dista pochi metri, sul piazzale di fronte.
Ora l’intero complesso lasciato dall’Ifoa fa parte del patrimonio del Seminario vescovile della diocesi di Reggio, che ha subìto un danno del valore di migliaia di euro. Sono decine e decine i chilogrammi di materiale asportato in maniera quasi chirurgica, senza che nessuno se ne accorgesse fino a pochi giorni fa, quando il furto è venuto alla luce grazie a uno sguardo più attento.
Sul grande cancello frontale, con accesso in via Guittone d’Arezzo, c’è una grossa catena con un lucchetto apparentemente nuovo, che chiudono i due battenti. Attorno all’edificio l’erba è cresciuta e non mancano alcune bottiglie e altri rifiuti lasciati nel grande cortile. La zona è di grande passaggio ma di sera non è presidiata. I ladri sono riusciti a lavorare indisturbati, mettendo a segno uno dei colpi più ingenti nella incredibile sequenza di furti di rame a Reggio. Una vera e propria piaga, che non ha risparmiato cimiteri e scuole, e che ora “impoverisce” anche il patrimonio del Seminario reggiano, costretto a fare i conti con i ladri che rivendono il materiale nel proficuo mercato nero tramite il quale il rame viene ricettato e piazzato al miglior offerente.
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