Quando la Madonna parlava a Rosina in piazza
La ricamatrice diceva di vederla davanti al Duomo, ultimo caso il 22 settembre 1956. La vicenda è adesso riportata alla luce da un libro dell’ex assessore Ivanna Rossi
Era l’epoca in cui i partiti arruolavano tutti i santi del calendario e la Madonna stessa aveva un proprio ruolo in politica, portata in pellegrinaggio di paese in paese. Lo stesso Guareschi, che comunista non era, ci ha raccontato nei suoi libri quanto la Chiesa avesse un peso. Reggio Emilia negli anni 50 ha avuto anch’essa la sua storia in cui la fede e il misticismo si legavano alla politica. E anche in quel caso protagonista era la Madonna.
Proprio sessant’anni fa – il 22 settembre del 1956 – si chiudeva la storia sovrannaturale di Rosina Soncini, una donna nubile che lavorava in casa come ricamatrice, in una soffitta di piazza San Domenico. Una storia che viene adesso riportata alla memoria da un libro pubblicato da Ivanna Rossi, assessore comunale alla cultura negli anni 80, che sarà presentato domani alle 19 nel Chiostro della Ghiara, nell’ambito di una manifestazione denominata “It.A.Cà”. Tradotto dal bolognese, suonerebbe come “Sei a casa”.
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Una delle fonti principali di Ivanna Rossi è stata la vecchia Gazzetta di Reggio che raccontò le vicende di questa ricamatrice, da un lato diventata quasi oggetto di venerazione e dall’altro bersaglio di scherno.
La vicenda è in sostanza questa. A partire dal 1954 Rosina Soncini, donna devota che viveva a pochi passi da una chiesa, diventò celebre ben oltre i confini di Reggio Emilia, affermando di vedere la Madonna e di avere con lei dei colloqui. Il libro di Ivanna Rossi si intitola appunto “La Madonna della Soncini” e parte da quell’epoca – si era appunto nei 50 – quando la veggente aveva già acquistato una notevole popolarità, al punto da venire scortata da altre donne, pie come lei, in piazza Prampolini, dove, sul sagrato del Duomo e a scadenze prefissate, avvenivano le visioni. A vedere la Madonna era solo lei, che poi riferiva le parole della Vergine alla folla, sempre più vasta, che le riempiva attorno la piazza.
«Abito da anni in corso Garibaldi – così Ivanna Rossi spiega la genesi della sua ricerca – e dalle mie finestre vedo la Basilica della Ghiara, un monumento tanto fantastico quanto complicato da decifrare. Mi è venuta così l’idea di raccogliere e raccontare le storie femminili rappresentate nella chiesa. Sono fantastiche le raffigurazioni delle eroine delle Sacre scritture, personaggi favolosi nei quali la narrazione e la fede si mescolano. Alla fine questa ricerca mi ha portato a raccogliere una grande quantità di materiale, il tema di un volume che spero possa uscire entro un anno».
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Poi però durante questo lavoro di ricerca ci fu un incontro che diede la svolta. «Un giorno incrociai il giornalista dell’Unità Ulisse Giglioli, che è scomparso in tempi recenti. Sapendo che sono sempre intenta a scrivere, mi chiese di cosa mi stessi occupando e quando gli dissi che lavoravo attorno alla Madonna della Ghiara mi consigliò di informarmi anche sulla “Madonna della Soncini”, una storia che non conoscevo. Sono andata a consultare le vecchie Gazzette e ho scoperto di cosa si trattava».
Il libro di Ivanna Rossi sarà disponibile già domani sera durante la presentazione ma chiunque lo può acquistare online attraverso il sito www.ilmiolibro.it. Si parte proprio da quella “voglia di trascendente” che non ha mai abbandonato l’uomo e che ha sempre messo in difficoltà la Chiesa ufficiale. Visioni, incontri e rivelazioni non sono mai mancati nel corso della storia cristiana ma solo pochi di questi fenomeni hanno ottenuto un riconoscimento. Se andando indietro di secoli è stata la devozione popolare a consacrare miracoli e fenomeni non spiegabili dalla conoscenza (basta pensare al caso di Marchino, l’orfano muto che dopo un pellegrinaggio ritrovò la parola grazie alla Madonna della Ghiara), ora la linea guida della Chiesa è la prudenza. Ormai sembra destinata a chiudersi con un no la ricerca su Medjugorje e nel 1956 le gerarchie cattoliche non misero alcun “imprimatur” nemmeno sulle visioni della Rosina. Che però riuscirono a scatenare la polemica politica, visto che nel corso di uno dei suoi ultimi colloqui, la Madonna – riferiva la Rosina – parlò dicendo che di lì a poco «migliaia e migliaia di russi ritorneranno a Dio». Non ci voleva altro per scatenare la bagarre fra bianchi e rossi.
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