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Reggio Emilia, un mammografo hi-tech contro i tumori al seno

Reggio Emilia, un mammografo hi-tech contro i tumori al seno

Cordata di imprese sposa il progetto “Senonaltro” dell’associazione Lodini Donato il nuovo macchinario che aumenta l’efficacia della prevenzione

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REGGIO EMILIA  La cura migliore è la prevenzione. E per avere un minor tasso di incidenza dei decessi per i tumori, la tempistica e l’accuratezza della diagnosi è tutto.

Per questo, ieri, con grande soddisfazione, è stato presentato un nuovo strumento più efficace per individuare precocemente le lesioni al seno che arricchisce già da un mese la dotazione tecnologica del centro di diagnostica Senologica dell’ospedale di Reggio Emilia.

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Si tratta del “Mammotome Revolve” prodotto dalla ditta Devicor: è frutto della generosa donazione di Senonaltro, progetto della associazione Lodini. L’apparecchiatura è utilizzata per lo svolgimento di biopsie nei casi in cui l'esame mammografico abbia destato negli specialisti un sospetto oppure anche soltanto un dubbio diagnostico di formazione maligna. Il Mammotome sarà operativo nei casi di lesioni mammarie non palpabili ma visibili soltanto con mammografia.

«È un modello di ultima generazione che garantisce minima invasività nello svolgimento dell'indagine» spiega Rita Vacondio, responsabile della struttura semplice di Mammografia e Screening Mammografico del Santa Maria Nuova: «Sostituirà l’apparecchiatura sinora in uso, anch’essa efficace nel campionamento del tessuto mammario e nella riduzione della formazione di ematomi conseguenti al prelievo ma, tuttavia, meno evoluta».

Il nuovo modello offre il beneficio del prelievo di un quantitativo maggiore di tessuto in minor tempo, a tutto vantaggio della paziente. Il risultato è ottenuto con sonde di diverso e maggior calibro (aghi di prelievo), migliore accuratezza nel raggiungimento di punti di difficile accesso, riduzione quasi totale del rischio di contaminazione biologica per contatto con il sangue e, dunque, maggiore sicurezza per le pazienti e per gli operatori sanitari. Mammotome opera in abbinamento con un sistema radiografico stereotassico che garantisce la precisa individuazione tridimensionale della parte di tessuto da prelevare. L’esito della biopsia, che gli anatomo-patologi rendono disponibile in qualche giorno, indica le necessità terapeutiche.

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Il progetto Senonaltro dell’associazione Vittorio Lodini ha raggiunto l’obiettivo di donare questo dispositivo mettendo a disposizione la somma di 46mila euro grazie alla generosità di aziende e associazioni quali: Salvaterra Eventi, Sipon Scandiano, Cantina Medici Ermete, Cantine Casali-Massimo Casali, Cantina Il Moro-Rinaldini, Cantina di Albinea-Canali, Cantina di Puianello, Micropallinatura di Gattatico, Italgomma di Parma, Matrix srl, Clevertech di Cadelbosco, Palfinger Reggio Emilia, Proloco di Reggiolo, Cai di Reggio Emilia, Cascina Colle Quercia e tutte le persone che sostenuto le iniziative di raccolta fondi.

Ha espresso soddisfazione il presidente Saverio Ricciardi «Siamo particolarmente contenti di aver portato a compimento, con la condivisione di moltissime persone e nell’arco di appena un anno, un progetto al quale tenevamo in modo speciale».

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Il direttore generale Antonella Messori, presente ieri alla formalizzazione della donazione, ha ringraziato i donatori dichiarando che «la solidarietà e il sostegno di associazioni generose quali la Vittorio Lodini con Senonaltro contribuiscono a consolidare e valorizzare le competenze professionali di questo ospedale a favore dei pazienti, in questo caso delle donne. Dotazioni tecnologiche avanzate ci permettono di migliorare ulteriormente percorsi che esistono già e che sono finalizzati a individuare precocemente la malattia, ottimizzando i risultati delle cure».

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