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Un milione per le nuove povertà

Un milione per le nuove povertà

Inizia la fase due del progetto Welcom lanciato dalla Fondazione Manodori

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REGGIO EMILIA. Le nuove povertà originate dalla lunga crisi economica hanno formato una “fascia grigia” nella popolazione che le istituzioni più avanzate cercano ora di aiutare.

Lo sta constatando, prendendone atto e dandosi da fare, la Fondazione Manodori che lo scorso aprile ha deliberato la destinazione di una ingente somma (un milione di euro) con il bando Welcom, destinanto a iniziative di prevenzione e sostegno delle fragilità più diffuse in ambito reggiano.

La risposta è andata oltre ogni previsione, con la raccolta di una vasta gamma di proposte tese a migliorare la qualità della vita di una vasta schiera di concittadini. Sono state quasi una sessantina le cooperative sociali, i gruppi di volontariato, le associazioni, gli enti locali, Ausl e Arcispedale, le organizzazioni di categoria, che hanno presentato idee e avanzato suggerimenti. La corale risposta ha delineato il profilo di un “welfare leggero”, con il quale si può cercare di individuare e affrontare le situazioni di maggior criticità.

Le principali attenzioni sono state rivolte alla creazione di nuove opportunità di reinserimento per chi ha perso il lavoro e ora si trova in difficoltà; in particolare giovani, donne sole, disabili, disoccupati da lungo tempo. Crescente inoltre l’interesse per le comunità con progetti capaci di riattivare desueti legami sociali, recuperare rapporti di vicinato, riadattare strutture e immobili utili e necessari a dar vita ad attività comuni con il coinvolgimento del maggior numero di soggetti presenti sul territorio.

L’iniziativa attivata dalla Fondazione Manodori ha fatto emergere anche la necessità di una nuova mappatura dei cambiamenti dei bisogni e di un coordinamento degli interventi risolutivi.

Ora la Fondazione si attiva per passare alla seconda fase dell’operazione, quella dei “laboratori”. Alcuni temi di intervento suggeriti verranno raggruppati per affinità e analogia per poi passare, entro la fine del prossimo mese di ottobre, alla presentazione delle candidature necessarie a formare gruppi di lavoro capaci di tradurre in attività concrete i bisogni ritenuti più urgenti e di maggior rilievo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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