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«Bando mense, la coop poteva partecipare»

«Bando mense, la coop poteva partecipare»

Ventasso, Manari replica alle critiche di Pedrini (Valle dei Cavalieri): «Abbiamo seguito le regole»

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VENTASSO. «Una gara d’appalto non è un procedimento che può essere affidato seguendo come criterio preferenze o pareri personali: ci sono delle regole, e quelle abbiamo seguito».

E’ piuttosto perentorio il sindaco di Ventasso, Antonio Manari, in merito alle critiche ricevute da Emiliano Pedrini, dipendente della cooperativa La Valle dei Cavalieri ed ex consigliere comunale a Ramiseto, in merito all’appalto per la refezione scolastica nelle scuole di Ventasso, per il quale potevano partecipare delle cooperative sociali ed a cui la Valle dei Cavalieri non ha partecipato.

«Gli appalti sono un tema delicato – commenta il sindaco del Comune di Ventasso – come amministratori non possiamo invitare ditte a partecipare, ci piaccia o no: è una questione di etica e trasparenza, indispensabili nell’iter di una gara d’appalto pubblica. Si pubblica il bando pubblico e devono essere le aziende a farsi avanti, non possiamo essere noi ad andarle a cercare. Quello per la refezione scolastica tra l’altro è stato discusso in consiglio comunale, quindi in seduta pubblica, ed è stato anche approvato all’unanimità da tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione. Tutto è stato fatto alla luce del sole».

«Mi permetto di ricordare a Pedrini – prosegue Antonio Manari –, che ritengo parli a titolo personale e non a nome della Cooperativa, tutti i passaggi prima dell’assegnazione di questo appalto: abbiamo pubblicato una manifestazione di interesse, cui ha segnalato la sua intenzione di partecipare una cooperativa. Poi è stato pubblicato il bando, questa cooperativa ha partecipato e l’appalto è stato assegnato».

Secondo il primo cittadino, «Questa è la trafila normale per un appalto: se Pedrini si aspettava di essere chiamato, che qualcuno gli ricordasse di guardare il sito del Comune o comunque di ricevere un invito, una chiamata in forma personale a partecipare, non è così che funzionano le cose. Se c’è stata una disattenzione, una distrazione nel non accorgersi che c’era questo bando in corso, me ne dispiaccio ma non è certamente responsabilità dell’amministrazione comunale».

Il primo cittadino conclude che, ovviamente, «Nessuna ditta o società è stata contattata telefonicamente o personalmente: spettava ai singoli farsi avanti, com’è di prassi in questi casi». (l.t.)

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