È una vendemmia agrodolce
Il Lambrusco arranca per quantità e prezzi, l’Ancellotta corre. Ricavi attesi per 60 milioni
REGGIO EMILIA. La vendemmia 2016 in terra reggiana sta compiendo in questi giorni il suo giro di boa che come sempre è scandito dal volgere a termine della raccolta della varietà Ancellotta e l’inizio della vendemmia dei Lambruschi. Un momento intermedio nel quale è già possibile iniziare a stilare i primi bilanci provvisori di una stagione produttiva effettivamente molto promettente. Sarà un’annata dolcissima, questo è certo. Dolcissima in funzione dell’elevato grado zuccherino raggiunto dalle uve grazie ad un andamento stagionale particolarmente favorevole che ha regalato, soprattutto nella fase finale di maturazione come ancora oggi, forti escursioni termiche fra il giorno e la notte. Questo notoriamente favoriscono l’affinamento qualitativo delle uve in campo. Grado zuccherino elevato che in questa stagione 2016 non ha penalizzato la produzione quantitativa come invece normalmente ci si attende a fronte di una qualità eccelsa. Tanto che le produzioni di Ancellotta, al prima varietà ad essere vendemmiata ed ormai a fine raccolta, sono risultate mediamente più elevate di un 15-20% rispetto a quelle dello scorso anno. Picchi straordinari nelle aree di Correggio, San Martino e Rio Saliceto ed in leggera diminuzione nella fascia che da Campagnola si spinge a nord della provincia. Sta di fatto che i vigneti reggiani quest’anno sono riusciti ad esprimere il massimo visto che qualità e quantità riescono a convivere rispetto a quanto normalmente si verifica fra i filari dove la produzione ponderale è sempre inversamente proporzionale all’espressione qualitativa.
A riportarci un poco con i piedi per terra sono invece i primi dati produttivi sui Lambruschi che hanno iniziato ad essere raccolti con l’inizio di questa settimana. Per questa tipologia di uva, pur confermando un elevato tenore zuccherino degli acini, non si evidenzia un analogo incremento quantitativo della produzione che, stando ai primi riscontri fra i produttori, potrebbe essere addirittura in calo rispetto a quella della passata vendemmia pur se comunque soddisfacente. In questo contesto il quadro produttivo che si potrebbe oggi ipotizzare in funzione dei primi dati produttivi raccolti fra le cantine sociali, che in territorio reggiano producono il 95% del vino della nostra provincia, la produzione di quest’anno potrebbe superare 1,6 milioni di quintali di uva rispetto ai 1.495.000 dello scorso anno. Questo tenendo conto dell’incremento produttivo derivante dall’entrata in produzione di vigneti di recente impianto che anche nei prossimi anni contribuiranno a generare un importante aumento della produzione. Un valore della produzione che per i viticoltori ci si augura possa essere superiore ai 60 milioni di euro tenendo conto del fatto che l’Ancellotta, che rappresenta il 45% delle uve prodotte nel reggiano, sembra mantenere un livello di prezzo e di domanda particolarmente interessante. Più incertezze commerciali permangono invece nei confronti del Lambrusco che pur mantenendo il suo ruolo da protagonista nel mercato del vino, sia a livello nazionale che internazionale, lo scorso hanno è stato fortemente penalizzato nel prezzo toccando livelli inferiori fino al 40% rispetto a quelli spuntati dall’Ancellotta. Quotazioni, frutto di strategie commerciali più che di mancanza di interesse di mercato, che devono essere ritoccate.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
