Stroncata maxi rete dello spaccio
Blitz dei carabinieri che recuperano mezzo chilo di hascisc e piantine di marijuana: tre arresti
REGGIO EMILIA. Mezzo chilo di hascisc in panetti e alcune piantine di marijuana: è questa la consistente partita di stupefacenti, destinata alla piazza reggiana, recuperata dai carabinieri della stazione di Casina. Questi ultimi, partendo da controllo di routine nel piccolo comune montano, sono riusciti a ricostruire passo dopo passo la filiera dello spaccio, che dalla montagna attraversava la città e arrivava fino alla Bassa. Oltre al maxi sequestro, sono finiti in manette con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti tre insospettabili: Alberto Vernillo, 42enne agente di commercio residente a Reggio, Ciro Sforza, 56enne operaio di origine napoletane ma abitante in città e infine Marco Scolari, 40enne di Cadelbosco Sopra in possesso del quantitativo più ingente, 4 panetti, e quindi con la posizione più delicata.
L’operazione antidroga ha avuto origine martedì pomeriggio, quando i carabinieri di Casina, durante la consueta attività di controllo del territorio, hanno fermato l’utilitaria di Alberto Vernillo, trovato in possesso di circa 3 grammi di hascisc suddivisi in due dosi e contenuti in un involucro di cellophane. Il sospetto che dietro quella scoperta ci fosse un giro di spaccio ben più ampio ha indotto i militari ad approfondire l’episodio con una prima perquisizione nell’abitazione cittadina del 42enne; sospetto confermato quando in casa dell’agente di commercio sono saltati fuori altri 30 grammi di hascisc (suddivisi in 4 dosi), una pianta di marijuana del peso complessivo di 10 grammi, alcuni semi di marijuana, oltre al necessario per il confezionamento delle dosi e per la coltivazione della droga leggera.
Cristallizzata questa prima posizione, i carabinieri di Casina hanno provveduto a scandagliare i contatti e la rete relazionale dell’arrestato, anche attraverso l’analisi del suo cellulare, concentrando le loro attenzioni sull’operaio 56enne; nell’abitazione di quest’ultimo è stato rinvenuto un panetto di hascisc del peso di circa un etto e un bilancino di precisione.
Ulteriori sviluppi investigativi hanno poi condotto i militari a Cadelbosco Sopra, luogo di residenza dell’anello successivo della catena, Marco Scolari: nel suo appartamento sono stati scovati altri 4 panetti (per un peso di 420 grammi), bilancini di precisione e altro materiale per confezionare la droga.
Nell’udienza di convalida dell’arresto – tenutasi ieri mattina davanti al giudice Luca Ramponi – solo Vernillo (difeso dall’avvocatessa Annalisa Bassi) ha parlato: ha dichiarato, nell’interrogatorio, che la droga trovata in suo possesso (30 grammi di hascisc e una pianta di marijuana) era per uso personale, negando di essere uno spacciatore.
Bocche cucite, invece, per Sforza (assistito dal legale Andrea Baldrati) e Scolari (difeso dall’avvocato Nicola Tria). Al termine dell’udienza il giudice Ramponi ha accolto le richieste restrittive (obbligo di firma) avanzate dal pm Isabella Chiesi che coordina le indagini dei carabinieri, rinviando il processo al 6 ottobre. (am.p.-t.s.)
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