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incontro con lo scienziato

Ferrari: «Le nanotecnologie rivoluzionano la medicina»

REGGIO EMILIA. L’impiego delle nanotecnologie in medicina, l’imprenditoria farmacologica, i costi della sanità pubblica e privata, il genio italiano al servizio della ricerca, sono alcuni dei temi...

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REGGIO EMILIA. L’impiego delle nanotecnologie in medicina, l’imprenditoria farmacologica, i costi della sanità pubblica e privata, il genio italiano al servizio della ricerca, sono alcuni dei temi svolti, con rara abilità, dallo scienziato friulano Mauro Ferrari ospite della nostra città.

Una folta platea ha seguito la sua “lectio magistralis”- che a molti ha ricordato gli incontri con i Nobel promossi anni addietro degli imprenditori reggiani - nella storica sala sotterranea del Credem dove il presidente di Unindustria Mauro Severi gli ha dato il benvenuto aprendo l'iniziativa degli “Incontri sul futuro per costruire una nuova realtà”.

Ferrari - emigrato negli Usa dopo la scomparsa a soli 32 anni della moglie - ha curiosamente iniziato il suo intervento con una carrellata sulla famiglia, sui 5 figli, di cui va giustamente orgoglioso, e sul Centro di ricerca americano («Il sesto 6° discendente») che da un quarto di secolo sta assorbendo ogni sua energia.

Tanti i filoni aperti, comprese le esplorazioni spaziali e la ricomposizione ossea, ma c'è un progetto al quale aspira in modo assoluto: la cura del cancro. A tale proposito ha mostrato, tramite una serie di slide, i risultati raggiunti nei topi impiegando dei microchip che sono stati introdotti nelle cellule staminali. E lì, entrando come cavalli di Troia, rallentano la crescita e spesso distruggono la malattia: «Nel 50% dei casi siamo arrivati alla guarigione».

A dispetto della complessità della materia Ferrari ha reso facilmente comprensibili le dinamiche del processo evolutivo del nanofarmaco che si avvale di un minuscolo clip di silicio analogo a quelli che impiegano le tecnologie più avanzate. Purtroppo - ha aggiunto - occorreranno tempi biblici e straordinarie risorse per passare dagli studi sugli animali a quelli sull’uomo e alla possibile dotazione ai pazienti su larga scala.

Per l’imprenditoria di settore sembrano dunque schiudersi opportunità fino a poco tempo fa imprevedibili.

In platea c’erano anche i direttori generali del Santa Maria Nuova, Antonella Messori, e dell'Ausl, Fausto Nicolini. (l.v.)

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