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Gasometro, 250 vasi per un orto urbano aperto alla comunità

di Leonardo Grilli
Gasometro, 250 vasi per un orto urbano aperto alla comunità

Il progetto di Comune e Fruttorti riqualificherà il parcheggio, coltivati fiori e ortaggi sul tetto dell’edificio in via Pansa

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REGGIO EMILIA. Sul tetto abbandonato dell’ex Gasometro, uno degli edifici reggiani storicamente afflitti dal degrado, sorgerà entro la prossima primavera lo Sparc:un giardino pensile urbano in cui verranno prodotte verdura e altre piante utili da distribuire gratuitamente ai frequentatori dello spazio.

Un progetto che verrà realizzato dal gruppo di volontari di Fruttorti grazie al regolamento voluto dall’assessore Valeria Montanari. Nel frattempo però le cose hanno già cominciato a cambiare. E chi non frequenta il parcheggio da qualche mese ne rimarrà piacevolmente stupito. I vasi presenti al piano terra sono stati riempiti dai nove cittadini di Fruttorti con piante floreali e ortaggi, per lo più pomodori. Mentre la vecchia stanza del custode è stata riarredata e trasformata nell’ufficio usato come punto di appoggio dai volontari.

«Grazie all’ausilio delle unità di prossimità del Centro Papa Giovanni XXIII – spiega Annalisa Sansone, referente comunale del progetto – in questi lavori di cura del verde sono stati coinvolti anche sei fra senzatetto e tossicodipendenti, contribuendo a riqualificare un luogo in precedenza degradato. Grazie all’orto urbano stiamo creando un presidio che farà sentire più sicuri i cittadini e tutto a costo zero. L’intero programma infatti è su base volontaria e va avanti con le donazioni dei cittadini».

Per questo dunque la realizzazione dello Sparc risponde a tempistiche flessibili, a seconda della risposta che arriva dalla comunità. Ma entro pochi mesi il grosso del lavoro dovrebbe essere concluso.

«Til ha sgomberato i vecchi furgoncini che stavano sul tetto – racconta Marco Aicardi, portavoce dei volontari – e grazie alla ditta Manifatture del Nord abbiamo i pallet necessari a costruire i vasi. Ne metteremo 250 larghi circa un metro e alti 40 centimetri. Ci metteremo ortaggi, spezie, verdure, piante floreali e siepi e chiunque, anche chi non ci lavora, potrà prendere ciò che vuole. A ottobre faremo un incontro con i residenti della zona e a fine mese cominceremo a montare i vasi. Entro la prossima primavera dovrebbe essere tutto pronto».

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