Imprese reggiane L’export cresce del 3% in sei mesi
La nostra provincia è stata la più brillante di tutta la regione A fine anno si prevede un +4,8% con 5 miliardi di fatturato
REGGIO EMILIA. Nel primo semestre 2016 le esportazioni delle imprese reggiane sono salite del 3% (previsione a fine anno di un più 4,8%) rispetto allo stesso periodo del 2015, raggiungendo i 4,8 miliardi di euro. È il risultato più brillante di tutte le province della regione dove l’incremento si è fermato, mediamente, dall’1 all’1,3%.
Una crescita preziosa che contiene gli effetti negativi del calo dei consumi interni e limita le conseguenze del calo delle aziende in alcuni settori merceologici, che puntavano su mercati esteri che hanno ridotto le importazioni.
Ben 3.650 le aziende reggiane che nel 2015 hanno varcato i confini nazionali, meno del 2013 (3.765) ma più del 2014 (3.541). Sono alcuni dei numerosi dati presentati ieri, nella sede della Camera di Commercio, dal presidente Stefano Landi e da Guido Caselli, che dirige il Centro studi di Unioncamere dell’Emilia Romagna.
A raccogliere con palese interesse queste informazioni i rappresentanti di associazioni come Legacoop e Unindustria, alle quali è stato presentato un modello di ricerca che può essere utile a chi intende valutare ostacoli e chance e misurare opportunità e difficoltà da affrontare nel proporsi all’estero.
«Esportare – ha premesso Landi – prima era una scelta, ora diventa spesso una necessità e anche le unità produttive medio-piccole dimostrano di sapersi confrontare con la concorrenza internazionale. Il mercato d’eccellenza resta l’europeo cui si indirizzano 3 su 4 imprese reggiane. Chi ha il coraggio di investire altrove scopre a volte occasioni imprevedibili, impensabili».
Landi ha quindi valutato l’andamento di alcuni Paesi. Malgrado le difficoltà geopolitiche cresce il mercato russo, corre quello della Corea del Sud e vanno bene Messico, Giappone, Hong Kong e India. In calo altalenante l’export negli Stati Uniti, che restano in ogni caso al terzo posto fra le destinazioni preferite. In calo il Canada e soprattutto il Brasile, con una flessione dell’ex Bric che scende del 30%.
Caselli è sceso invece sui singoli comparti merceologici. Incoraggianti aumenti nella metalmeccanica (+0,5%) e nel tessile (+5%) e vistosi incrementi della ceramica (+10%). Bene gomma-plastica (+3,8%) e i componenti elettrici (+2,3%).
Ottimo consuntivo per il lattiero caseario (vendite di Parmigiano Reggiano su del 15%) e ascesa del vino Lambrusco. In salute l’abbigliamento mentre soffrono la meccanica agricola e i motori a combustione. I mercati preferiti da chi guarda all’estero sono quelli del nord Europa, come Irlanda, Danimarca e Germania.
«Prevalgono i distretti – ha precisato Caselli – come tessile, ceramico e agroalimentare. Non il monoprodotto. Vince la qualità ed esportano sia grandi che piccole aziende, artigiani e cooperative. Un dato positivo è che lo scenario futuro fa intravedere un rilancio delle 30 principali economie mondiali».
A riprova di questo una collezione di tabelle statistiche contenenti le previsioni del triennio 2016-18 che indicano un traino più marcato alle aziende manifatturiere. Una visione incoraggiante per l’area emiliana e soprattutto per la provincia reggiana.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
