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«Non c’entro nulla con la droga»

«Non c’entro nulla con la droga»

Marco Scolari, 47enne di Cadelbosco Sopra, è omonimo di uno degli arrestati nella retata dell’Arma

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REGGIO EMILIA. «Io non c’entro nulla con quella droga». È finito sulla graticola suo malgrado, per un caso increscioso di omonimia, Marco Scolari, impiegato 47enne residente a Cadelbosco Sopra, che nulla ha a che vedere con Marco Scolari – 53enne e abitante in città – coinvolto in una operazione antidroga dei carabinieri di Casina.

Martedì scorso un semplice controllo stradale, effettuato sul territorio montano, aveva consentito ai militari di risalire passo dopo passo alla filiera dello spaccio, arrestando tre persone coinvolte a vario titolo e sequestrando un ingente quantitativo di droga: quasi mezzo chilo di hascisc, più alcune piantine di marijuana. Il primo a finire il manette era stato l’automobilista fermato al posto di blocco: Alberto Vernillo, 42enne agente di commercio, pizzicato con 3 grammi di hascisc e che, in sede di convalida, ha negato di essere uno spacciatore e ha dichiarato che quel modico quantitativo era solo per uso personale. Proseguendo nell’indagine, i carabinieri erano risaliti a Marco Scolari, 53enne residente a Reggio, nell’abitazione del quale era saltato fuori un altro modico quantitativo; e infine la pista aveva portato a Ciro Sforza, 56enne operaio partenopeo residente a Cadelbosco Sopra. Ed è stata durante la perquisizione domiciliare nell’abitazione di quest’ultimo che è stato rinvenuta la maggior parte dello stupefacente: 4 panetti (per un peso di 420 grammi), bilancini di precisione e materiale per il confezionamento. In tribunale Sforza, difeso dall’avvocato Andrea Baldrati, si è avvalso della facoltà di non rispondere: per lui, come per gli altri due, la cui posizione è più lieve, è scattato l’obbligo di firma.(am.p.)

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