Gazzetta di Reggio

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Profughi, Giovanardi e Gasparri contro l’incarico a Fagioli

di Roberto Fontanili
Profughi, Giovanardi e Gasparri contro l’incarico a Fagioli

I senatori presentano un’interpellanza per sapere a che titolo il gruppo di Sant’Ilario è stato incaricato di recuperare il peschereccio eritreo affondato il 18 aprile 2015

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REGGIO EMILIA. A che titolo il Gruppo Fagioli di Sant’Ilario ha avuto l’incarico di recuperare il peschereccio eritreo affondato il 18 aprile 2015 e quanto è costata l’operazione? È quanto si chiedono i senatori Carlo Giovanardi e Maurizio Gasparri, che hanno interpellato nuovamente presidente del Consiglio e il Ministro della Difesa «per avere spiegazioni sull’utilizzo di circa 20 milioni di euro per il recupero dei resti dei migranti che hanno perso la vita nel naufragio del 2015 davanti alle coste della Libia».

I due parlamentari, lamentando la mancata risposta a una loro interpellanza del 12 luglio scorso, citano un documento ufficiale dei Vigili del Fuoco per mettere in dubbio il numero delle salme recuperate. Giovanardi e Gasparri parlano di 215 corpi effettivamente recuperati e non di 675 salme di cui aveva parlato il prefetto di Siracusa Armando Grandone nella conferenza stampa del 14 luglio a conclusione dell' operazione. Un macabro conteggio, su quella che è stata la più grande tragedia avvenuta nello stretto di Sicilia, a seguito della quale il Presidente Matteo Renzi ha garantito l'impegno dell'Italia per il recupero delle salme. Una polemica tutta politica che indirettamente coinvolge anche Reggio proprio per la partecipazione alle operazioni di recupero del Gruppo Fagioli.

Al termine della prima fase di recupero le centinaia di corpi di migranti annegati nel naufragio sono stati recuperati e trasferiti a terra con una procedura complessa. In seguito il programma prevede che un gruppo di 24 scienziati analizzi il Dna prelevato dai corpi recuperati nel tentativo di dare loro un nome e una degna sepoltura. I due parlamentari sostengono invece che «dalle 150 alle 180 salme recuperate sarebbero state trasferite in tir refrigerati per essere esaminate, mentre altre sarebbero state tumulate in comuni che ne hanno accettato la sepoltura».

Giovanardi e Gasparri mettono in dubbio non solo come si sta svolgendo l’operazione, ma anche il suo costo e chiedono conto dell'assegnazione dei lavori al Gruppo Fagioli.

«A tutt’oggi – sostengono i due parlamentari del centrodestra – non si capisce se l’operazione è stata progettata per dare sepoltura alle vittime o per identificare i corpi, confrontando il Dna con le radiografie e il materiale genetico spedito dai parenti».

I due esponenti del centrodestra chiedono inoltre di conoscere quanti siano stati i migranti recuperati di cui sia stata accertata l'identità e quale tipo di sepoltura si intenda dare alle salme. Da ultimo chiedono se corrisponda al vero l’intenzione di mettere davanti alla nuova sede del Consiglio Ue il barcone recuperato, ora ormeggiato nel porto di Augusta e se l’intenzione è quella di affidare al Gruppo Fagioli anche il nuovo incarico.

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