Stop dei vigili, Mauriziano inagibile e chiuso al pubblico
La dimora di Ariosto chiude di nuovo in attesa dei permessi per adeguare il sistema antincendio
REGGIO EMILIA. Il Mauriziano non riaprirà. Ma chiuderà invece i battenti per un tempo non meglio definito. Dopo mesi di polemiche, occasioni perse nell’anno in cui si festeggia il suo poeta, Ludovico Ariosto, promesse e lavori annunciati, la casa del celebre letterato reggiano e uno dei monumenti storici principali della città è ancora chiuso al pubblico e privo di iniziative.
«Sospese le attività in attesa dei necessari permessi per adeguare il sistema antincendio», così fanno sapere dal Comune.
Non sono bastati gli annunci, gli 80mila euro messi a bilancio lo scorso anno per i lavori, le petizioni popolari firmate da centinaia di cittadini per sollecitare la riapertura e la valorizzazione del monumento. Si deve ancora aspettare che la soprintendenza prenda una decisione e dia il via libera al cantiere.
«In conformità con quanto disposto dai vigili del fuoco – scrive il Comune in una nota – l’amministrazione di Reggio Emilia ha deciso la temporanea sospensione delle attività del Mauriziano. È infatti necessario completare l’iter dell’adeguamento impiantistico, utile all’ottenimento del certificato antincendio. Per poter intervenire tuttavia l’amministrazione comunale necessita, stante il grande valore storico-architettonico del luogo, del decisivo nullaosta della soprintendenza, cui è stata inoltrata il 2 maggio scorso la richiesta necessaria, comprensiva di documentazione». E in effetti proprio allo scorso maggio risale la definitiva stesura del progetto per i lavori e la consegna all’ente dedicato alla tutela dei beni culturali. Ma in più di quattro mesi, complici forse le vacanze estive, ancora non c’è stata risposta.
«Il Comune – prosegue la nota – è in fiduciosa attesa del via libera, senza il quale non si può procedere. Una volta ottenuto, sono già stati inseriti 80mila euro a bilancio per partire, attuando lavori che, dal punto di vista tecnico, sono da considerarsi di piccola entità e che prevedono l’apertura di un cantiere leggero, per un totale di circa un mese di lavori».
Lavori di piccola entità certo ma forse la visione dell’amministrazione è troppo ottimistica. Dopo il responso della soprintendenza infatti si dovrà trovare la ditta a cui appaltare i lavori, fare il preventivo e adempiere a tutte le pratiche burocratiche necessarie. I tempi non saranno quindi così brevi.
La necessità di ammodernare l’impianto antincendio poi non è il solo problema del Mauriziano. I grandi affreschi attribuiti a Nicolò dell’Abate, che un tempo ornavano la sala d’ingresso al primo piano, sono ora crepati e cadenti. Fuori un pregiato labirinto di siepi è abbandonato da tempo, così come il piccolo cortile su cui si affaccia la casa di Ariosto.
Poi ci sono le quattro opere sparite. Le prime due sono i quadri del poeta e della madre. Le altre un affresco della sala principale e un intero camino precedentemente collocato nella stanzetta “Degli Orazi e dei Curiazi”. Tutte e quattro ora si trovano nei depositi dei Musei civici, in attesa che lo stabile sia messo in sicurezza. Un'attesa che dura da 46 anni. Oltre 16.000 giorni.
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