Fusione, stenta a decollare il nuovo comitato per il no
Sant’Ilario, il terzo gruppo fatica ad affermarsi in vista del referendum di ottobre Rinascita Campeginese: «Alcuni aderenti sono del Pd e non escono allo scoperto»
SANT’ILARIO. Fusione tra i Comuni di Sant’Ilario, Gattatico e Campegine: stenta a decollare il nuovo comitato per il no, il terzo,sorto a Sant’Ilario. In teoria, perché la nuova associazione è, ad oggi, nebulosa. I promotori sono Rinascita Campeginese e Tutelare Gattatico, i due gruppi attivi già da mesi che si battono per il no al referendum del 16 ottobre; associazioni che, a ridosso della chiamata alle urne, come avevano preannunciato, stanno cercando di far nascere anche nel Comune di maggiori dimensioni, il più favorevole all’unificazione, un movimento di cittadini a favore del no. La scorsa settimana si è svolta una riunione per capire chi fosse interessato all’iniziativa: presente appena una decina di santilariesi, che pare abbiano dato il proprio appoggio al nascente comitato, ma che hanno preferito non uscire allo scoperto.
«Meglio tardi che mai – ha commentato Rinascita Campeginese –. Chi ci segue, ed è di Sant’Ilario, è invitato a contribuire alla crescita dell'opposizione al progetto di fusione dei comuni. Contattate il comitato: il 16 ottobre è vicino e il 17 sarà troppo tardi…». Rinascita Campeginese si occupa di aggiornare anche la nuova pagina Facebook “NOi santilariesi” (una cinquantina di like), pagina sulla quale continuano a comparire testi di questo tenore: «Sta girando da tempo una sensazione strana, a Sant’Ilario come a Gattatico e Campegine: la sensazione che traspare, e non assolutamente velata, è che i comitati del sì ma anche le amministrazioni comunali vogliono farci credere che tutto è già stato deciso indipendentemente dal risultato del referendum. Questo è falso. La Regione, nel caso di un successo del no in almeno un Comune, deve fare un ulteriore passaggio nel consiglio comunale del Comune dove ha vinto il no. E se i consigli comunali dei tre Comuni sono coerenti ed onesti, questi dovrebbero annullare la procedura di fusione, visto che tutti e tre i consigli comunali l’hanno deliberata e si sono impegnati nei confronti dei cittadini. Poi se un consiglio comunale rinnega il voto dei suoi cittadini e la delibera fatta, lasceremo che i cittadini ne prendano atto. Andiamo a votare e votiamo no». Resta il fatto che, alla richiesta di farsi avanti, gli aderenti santilariesi si sottraggono. «Alcuni di loro sono di area Pd e, anche se la fusione non li trova d’accordo, faticano a uscire allo scoperto: il partito a Sant’Ilario è molto allineato – è la constatazione di Rinascita Campeginese – ma ci saranno sorprese». (am.p.)
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