«Minaccia tanti, è un pericolo pubblico»
Il titolare Matteo Neri: «Ho temuto di morire bruciato vivo. Lansi non fu licenziato, decise lui di andarsene, poi le minacce»
REGGIO EMILIA. Può ringraziare la sua prontezza di spirito, quando si è trovato di fronte – all’interno del pub Gattaglio’s – il barman Marco Lansi con quelle due bottigliette piene di benzina. E’ ancora molto scosso Matteo Neri, 29 anni, contitolare della birreria («Sto cercando di riprendermi»), comunque davanti al taccuino ha diverse cose da dire, è un fiume in piena.
Neri, partiamo da quei terribili momenti...
«Quando mi ha gettato la benzina in testa per poi schizzarla anche intorno al bancone ho pensato: “Adesso muoio bruciato vivo”. Per fortuna non ha avuto subito l’accendino a portata di mano e ho potuto fuggire fuori, urlando contemporaneamente ai clienti di scappare. Non posso scordare quello sguardo fisso, non rabbioso ma determinato, quel muoversi su è giù con la testa».
Ma perché tanto accanimento da parte di Lansi?
«Perché è un pericolo pubblico, ce l’ha con tante persone. E’ come divorato da un delirio di persecuzione. Da tempo so che minaccia anche miei amici e altri titolari di locali in cui aveva lavorato. Fra noi ne avevamo parlato, ma poi c’eravamo fermati perché se l’incontravi sembrava un’altra persona. Invece è come una bomba ad orologeria. Speriamo che non ci sia da aspettare che ci scappi il morto per vedere dei provvedimenti importanti contro di lui».
E nel suo caso specifico? Lavorava da voi e poi?
«Sì era al pub come socio-lavoratore. Ma quasi un anno fa ha litigato con una ragazza nel locale e se n’è andato di sua spontanea volontà. Non l’abbiamo licenziato, è stata una sua scelta. Poi, pian piano, sono iniziati i messaggi minacciosi, anche di morte. Messaggi del tipo “Ti metto la pistola in bocca”. L’ultimo sms poco prima dell’arresto per stalking, all’inizio di agosto. Da quel momento non l’ho più sentito, sino a giovedì sera...».
Ora Lansi è nelle mani della giustizia: cosa si aspetta?
«Sono deluso, perché dopo tutto quello che è accaduto non è stato nemmeno accusato di tentato omicidio nei miei confronti? Se prendevo fuoco sarei morto. Ma ci sta anche tentata strage perché ha dato fuoco al pub e i clienti presenti se la sono cavata grazie alle mie urla affinché uscissero subito dal locale».
Avete già fatto una stima dei danni? E quando riaprirete il Gattaglio’s?
«Siamo ancora in alto mare. Dovrà essere fatta una perizia e tanti altri passaggi. Una cosa è certa: ci ha bloccato il lavoro e il danno non è certo piccolo. Ma se penso a quello che poteva succedere...».
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