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Blitz nel laboratorio cinese Scoperti lavoratori in nero

Blitz nel laboratorio cinese Scoperti lavoratori in nero

San Polo: il titolare 40enne denunciato per impiego di manodopera clandestina Al lavoro una decine di operai intenti a fabbricare sacchi, multa da 4mila euro

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SAN POLO. Blitz dei carabinieri della stazione di San Polo d’Enza all’interno di un opificio tessile del paese scoprendo che impiegava manodopera clandestina.

Con l’accusa di occupazione di manodopera clandestina, gli uomini guidati dal maresciallo Giovanni Tondo hanno denunciato a piede libero il titolare dell’azienda, un cinese 40enne residente a San Polo, al quale è stata anche inflitta una multa di 4.000 euro per le irregolarità previdenziali e contributive inerenti alla posizione dei lavoratori in nero.

I controlli sono scattati sabato mattina all’alba, quando i carabinieri, nel corso di una mirata attività finalizzata proprio a contenere il fenomeno del lavoro nero, hanno eseguito un’ispezione a sorpresa in un opificio del paese che produce sacchi per conto di alcune aziende reggiane. Al momento della verifica, sono stati trovati una decina di operai intenti a prestare attività lavorativa nelle rispettive postazioni, dove utilizzando macchine da cucire confezionavano sacchi. Durante l’attività di controllo tra i dipendenti, i militari hanno identificato una 50enne cinese sprovvista di permesso di soggiorno, che i successivi accertamenti hanno rivelato essere clandestina; la donna non aveva ottemperato al provvedimento di espulsione emesso nei suoi confronti, perciò è stata segnalata all'Ufficio Immigrazione.

A differenza di altre aziende cinesi, scoperte in più di un’occasione nella nostra provincia che per le sue caratteristiche economiche ha visto spesso sorgere attività per conto terzi irregolari, nel caso sampolese l’ispezione nei locali dell’opificio ha portato ad accertare le buone condizioni di vita dei lavoratori e le regolari condizioni igienico sanitarie: questa volta, se non altro, nessun giaciglio o cucina lager è stata trovata nel capannone.

Restano da accertare la retribuzione pattuita con i dipendenti e le ore giornaliere di effettivo impiego: particolari non indifferenti, sui quali proseguono le verifiche dell’Arma. Mentre accertamenti di questa natura negli opifici del territorio proseguiranno.

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