Gazzetta di Reggio

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La piccola grandeur di Pizzarotti

Stefano Scansani
La piccola grandeur di Pizzarotti

L'editoriale del direttore Stefano Scansani, sulla polemica innescata dal commento "antireggiano" su Facebook del sindaco di Parma

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REGGIO EMILIA. Non so se il sindaco di Parma Federico Pizzarotti sia o non sia un europeista convinto. Credo invece sia un parmigiano contratto. Perché ama la petite vision, per dirgliela nella lingua della sua madrepatria, quella della città di Maria Luigia d’Asburgo-Lorena Bonaparte. Visione da grandeur, ma piccola. Pieno Ottocento. Per chi non avesse saputo o letto, rammento che cosa è successo.

Il primo cittadino della ex capitale di Stato preunitario a occidente di Reggio Emilia ha postato sul suo profilo Facebook la foto e un commento di una visita in municipio di due coppie di turisti, una statunitense e quell’altra canadese. Pizzarotti ha sprizzato molta soddisfazione perché i suoi gentili ospiti hanno giudicato Parma «ordinata e bella». Bravo. I commenti dei parmigiani non si sono fatti attendere. Riporto la breve sequenza. Magi Cocconcelli chiede: «Ordinata???». Daniele Abelzi istiga il sindaco indicando i turisti stranieri fotografati: «Tutti quelli non vivono a Parma». Pizzarotti, colto da non so quale ispirazione municipalista decotta, risponde: «Provi ad andare a Reggio o Piacenza e poi ne riparliamo». Cioè, secondo il campione dell’indipendentismo eretico pentastellato Reggio e Piacenza rispetto a Parma sono peggio, assai peggio, in ordine all’ordine.

Non metto in dubbio che questa nostra città non sia ai livelli della divina Parma - tutti i livelli -, ma chiedo a Pizzarotti qual è il suo senso politico di vicinato e la sua visione concreta di area omogenea, di collaborazione e coordinamento fra città: Reggio Emilia-Parma-Piacenza. Capito? Pizzarotti, per paradosso, ci spedirebbe turisti e anche cittadini parmigiani per un giro di conoscenza di città in subordine a Parma, più disordinate di Parma. Con una diplomatie exquise, una diplomazia squisita, propone il confronto: tirando in ballo il prossimo suo (due città a mezz’ora di strada dalla Pilotta) non come sé stesso (Parma). Grazie Pizzarotti.

Vuole che assecondi questa mentalità confinaria? Provo. E È ovvio e comodo prendersela con Piacenza, città succedanea del ducato farnesiano e poi dei Borbone-Parma. Si tratta di un derby storicamente noioso, finito con il plebiscito del 1860. Ed è meschino tirare in ballo Reggio, perché sta da quest’altra parte dell’Enza, appartiene al ducato estense e quindi a quello degli Asburgo-Este, altro Paese sovrano, altro dominio annesso al regno di Sardegna nel 1860. Siamo a 156 anni dopo. Un po’ di ordine, Pizzarotti.
 

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