Il partner reggiano di Lego «Vi farò tornare bambini»
Riccardo Zangelmi è l’unico italiano tra i 14 master builder certificati «Tra un anno e mezzo a Milano la prima mostra personale con i mattoncini»
REGGIO EMILIA. «Il mio sogno? La prima mostra personale di mattoncini Lego: non un lavoro su commissione, ma una sperimentazione solo mia. Ci sto lavorando, sarà pronta tra un anno e mezzo». Riccardo Zangelmi, 35 anni appena compiuti, diventato in questi giorni il primo e unico Lego Certified Professional in Italia - in tutto il mondo sono 14 gli artisti partner riconosciuti dal colosso danese – il suo sogno di ragazzino l’ha già realizzato: fare del “gioco” con i Lego una vocazione imprenditoriale.
Essere riconosciuti come master builder significa ottenere il bollino blu di “maestro di costruzioni” e collaborare con le più importanti aziende internazionali riproducendo case, macchine, città, animali, anche in grandezza naturale. «I Lego sono molto versatili, possono essere utilizzati per realizzare creazioni in tutti i settori: ritratti, arte, design, riproduzione di loghi e prodotti aziendali».
Zangelmi, che ricominciò a costruire con i mattoncini in età matura, a 29 anni dopo lustri di oblio, ora si dedica a fantasiose e sorprendenti costruzioni, girando l’Italia; ma la base resta nel suo laboratorio a Reggio, che coincide con la sua abitazione («non è aperto al pubblico», precisa).
La maggior parte delle sue opere sono lavori su commissione per noti marchi («quelli che sto realizzando ora sono top secret, li presenteremo entro l’anno, non posso anticiparli»); architetture minuscole o in scala macroscopica, frutto di fantasia, certo, ma soprattutto di un pazientissimo puzzle certosino. «Il tempo medio di un’opera dipende molto dalle dimensioni: si va dai 10 giorni ai tre mesi, a seconda della grandezza – spiega il master builder – questo solo per il montaggio, prima c’è tutta la fase dell’ideazione e della progettazione».
Oltre alle collaborazioni con aziende, il maestro d’intrecci made in Billund – finora profeta in patria per la riproduzione che fece in mattoncini Lego del quadro “Relativity” di Escher, a palazzo Magnani – ora ha iniziato a dedicarsi, per la prima volta, a un progetto del tutto personale: una monografica puramente “artistica”, con opere che, almeno in un primo tempo, non saranno in vendita. «La sede dell’esposizione Milano, forse anche Bologna, ovviamente a me piacerebbe che diventasse itinerante – commenta Zangelmi – ci vorrà minimo un anno, la tempistica è lunga perché voglio realizzare almeno 30-40 opere ad altezza d’uomo. Non posso svelare il tema, ma il filo conduttore sarà la natura, con una modalità che riporti all’essere bambini: visto che Lego nasce come prodotto per i bimbi, vorrei riuscire a far ridiventare piccoli gli adulti».
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