Landi Renzo perde altri 12,5 milioni nel primo semestre 2016
Ancora una semestrale in rosso per il gruppo del patron della Pallacanestro Reggiana. Il calo del prezzo del petrolio sta penalizzando i sistemi di propulsione a metano e gpl
CAVRIAGO (Reggio Emilia) La Landi Renzo non riesce a rialzare la testa nel primo semestre dell'anno. La società leader mondiale nel settore dei componenti e dei sistemi di alimentazione a gpl e metano per autotrazione, ha annunciato di aver chiuso il primo semestre 2016 con un risultato netto negativo per 12,5 milioni di euro, dal rosso di 7,2 milioni del pari periodo 2015. In calo il fatturato, passato da 98,1 a 89,3 milioni di euro. Per l’intero esercizio, la società prevede un fatturato di 180-190 milioni di euro con un Ebitda normalizzato di 4-6 milioni.
Stefano Landi, presidente e amministratore delegato del gruppo, ha dichiarato che, “come già indicato in
altre occasioni nel corso del 2016, il recente calo del prezzo del petrolio ha avuto un impatto rilevante sul
mercato dei carburanti alternativi, in particolare nel continente americano. Nel corso del primo semestre 2016, relativamente al mercato europeo, si è inoltre registrato un rallentamento delle immatricolazioni di nuove auto a gpl/metano, principalmente a causa del passaggio dalle motorizzazioni Euro V a quelle Euro VI".
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"Un tale contesto suggerisce nuove ed ulteriori iniziative di recupero dell’efficienza, sia operativa che organizzativa, nonostante le azioni di contenimento dei costi fino ad oggi sostenute abbiano ottenuto un
impatto rilevante. Il Gruppo continua comunque a sostenere gli appropriati investimenti per cogliere le opportunità che il settore dei carburanti alternativi continua ad offrire, principalmente attraverso nuovi progetti delle Case
automobilistiche ed attraverso i programmi di metanizzazione che i Governi di diversi Paesi continuano
ad intraprendere”
Pur in presenza di un minor fatturato, i risultati economici del semestre, al lordo degli oneri non ricorrenti, sono migliorati sia per una maggior redditività del fatturato correlata ad un più favorevole mix di vendita, che per la riduzione dei costi operativi, in prevalenza costi del personale, nonché costi industriali in conseguenza dell’attuazione del piano di riassetto organizzativo – produttivo messo in atto a partire dall’esercizio precedente con riferimento sia al ridimensionamento dell’organico aziendale sia all’accorpamento di unità produttive e distributive.
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