«Casa danneggiata e rumori assordanti a causa dei treni»
Scandiano: Carla Grulli abita accanto alla linea ferroviaria. Costretta ad assumere farmaci per dormire, fa causa a Fer
SCANDIANO. I treni merci, si sa, sono carichi anche di rumore. Il che può non essere un problema, per chi non risiede o lavora nelle vicinanze di certe linee ferroviarie. Per chi invece possiede i non invidiabili requisiti della "prossimità", la complicazione può raggiungere punti limite, tanto da essere costretti a ricorrere alle vie legali per tutelare il proprio diritto a vivere senza rumore, fino al raggiungimento di livelli di esasperazione.
«Non posso più vivere così, dovrò abbandonare la casa in cui sono nata e ho sempre vissuto». L’appello disperato è della 69enne Carla Grulli, che ha pure esposto due striscioni di protesta e richiesta di aiuto, residente in uno dei luoghi più riconoscibili di Scandiano, appena di fianco all'incrocio fra Viale Martiri Libertà e la Provinciale 467, dove, nel cortile, campeggiano suggestive e appariscenti terrecotte da giardino.
La signora Grulli non ne può più ed è arrivata anche a fare causa a Fer, pur di fare valere i propri diritti. Per riuscire a dormire, la notte, Carla ha bisogno di assumere un farmaco, mettersi i tappi nelle orecchie e applicare una specie di apparecchio dentale. «Questo per non mordermi le labbra nel sonno, un problema dovuto allo stress causato da questa situazione», chiarisce Carla Grulli.
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L'abitazione della donna, che è anche sede la sua attività commerciale, si trova a ridosso della linea ferroviaria Reggio–Sassuolo, a qualche decina di metri dalla stazione di Scandiano. «Dopo il potenziamento dello scalo di Dinazzano ho cominciato a sentire forti scossoni al passaggio dei treni merci, all'altezza dello scambio dei binari – spiega Carla Grulli –. Movimenti che negli anni hanno causato l'abbassamento del pavimento della casa e la formazione di alcune crepe».
Ma a subire danni non è solo la casa. «Il numero dei convogli che transita nelle ore notturne era aumentato – conferma Carla –. Non riuscivo più a dormire, avevo attacchi di panico e ho perso cinque chili di peso. Mi sono rivolta al sindaco, che mi ha consigliato di affidarmi a un avvocato e a un tecnico. Insieme a un legale ho deciso di fare causa a Fer».
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Le vie legali, però, si rivelano ben presto un percorso troppo lungo e costoso. Per cui, quello che resta sono solo i problemi. Che sembrano anzi essere aumentati. «La situazione è peggiorata – continua la donna –. Il binario si è abbassato, lo hanno ammesso anche gli addetti delle ferrovie. Alcuni interventi sono stati anche fatti, in passato, ma da un anno non si vede più nessuno. Io però non posso andare avanti così. Di notte, adesso, i treni merci vanno più forte che di giorno, fanno più rumore e a volte passano suonando, nonostante anche altri residenti si siano lamentati».
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