Landi Renzo, nuovo tonfo dei conti
Nei primi 6 mesi del 2016 perdita da 12,5 milioni e ricavi giù: tagliate le stime. Il mercato penalizza il titolo: - 5 per cento
CAVRIAGO. Il petrolio ai minimi e l’avanzare delle tecnologie di propulsione elettriche stanno facendo molto male ai conti della Landi Renzo. L’azienda di Stefano Landi - patron anche della Pallacanestro Reggiana e presidente della Camera di Commercio - non riesce a rialzare la testa nemmeno nel primo semestre dell'anno. La società leader mondiale nel settore dei componenti e dei sistemi di alimentazione a gpl e metano per autotrazione, ha annunciato di aver chiuso i primi sei mesi del 2016 con un risultato netto negativo per 12,5 milioni di euro, peggiorando rispetto al rosso di 7,2 milioni dello stesso periodo 2015. In calo il fatturato nel semestre, passato da 98,1 a 89,3 milioni di euro. Un taglio delle prospettive per l'anno in corso, visto che la società stima un fatturato sui 12 mesi tra 180 e 190 milioni di euro, inferiore ai 200-210 milioni previsti e annunciati lo scorso maggio. Ridotte le previsioni anche per l'Ebitda atteso a 4-6 milioni contro la forchetta 12-15 milioni stimata in precedenza.
Siamo quindi di fronte a una crisi industriale che dura da diversi trimestri e che stenta a trovare una soluzione decisa. Il margine operativo lordo (Ebitada) è pari a 1,9 milioni di euro, in miglioramento rispetto allo stesso periodo dell'esercizio precedente (quando era a 0,16 milioni). Il margine operativo netto (Ebit) è negativo per 9,6 milioni euro (negativo per 7,6 milioni euro nel primo semestre 2015), dopo ammortamenti pari a 8,0 milioni di euro (7,7 milioni di euro nel I semestre 2015). Ecco perché aumenta la perdita, con il risultato netto negativo per 12,5 milioni.
La posizione finanziaria netta è negativa per 78,3 milioni di euro (negativa per 78,4 milioni di euro al 31 marzo 2016) mente il patrimonio netto è pari a 58,3 milioni di euro (66,8 milioni di euro al 31 marzo 2016).
Per Stefano Landi, presidente e amministratore delegato del gruppo, si tratta di un altro boccone amaro, preannunciato dal maggiore termine richiesto questa estate per la presentazione del rendiconto semestrale.
Ci sono anche le note positive. Pur in presenza di un minor fatturato, i risultati economici del semestre, al lordo degli oneri non ricorrenti, sono comunque migliorati sia per una maggior redditività del fatturato correlata ad un più favorevole mix di vendita, che per la riduzione dei costi operativi, in prevalenza costi del personale, nonché costi industriali in conseguenza dell’attuazione del piano di riassetto organizzativo–produttivo messo in atto a partire dall’esercizio precedente con riferimento sia al ridimensionamento dell’organico aziendale sia all’accorpamento di unità produttive e distributive.
Una nota giunge dal fronte finanziario dove la capogruppo ha ricevuto le lettere di rinuncia rilasciate da un istituto di credito e relative a due finanziamenti, per un importo residuo pari 9 milioni di euro, che prevedevano covenants finanziari (degli accordi sul rientro) con rilevazione semestrale al 30 giugno 2016 e non rispettati alla data.
L’azienda punta ora su una ripresa dei ricavi, dopo aver fatto il possibile per abbassare i costi. I ricavi del settore gas si attestano a 80,3 milioni di euro, rispetto a 90,4 milioni di euro del primo semestre 2015. In particolare i ricavi delle vendite di sistemi per auto (gpl e metano) sono pari a 71,8 milioni di euro (79,2 milioni di euro nel primo semestre 2015). La variazione è attribuibile principalmente al rallentamento nelle forniture su alcuni modelli.
Ieri il titolo della Landi Renzo è stato caratterizzato dalle vendite. A fine seduta, le azioni hanno ceduto il 5,2% a Piazza Affari, portando la perdita di valore della quotazione del 44% negli ultimi dodici mesi.
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