«Chi va a scuola deve poter tornare a casa»
Il padre Emanuel: «Voglio che si accerti al 100% che mio figlio non ha nessuna colpa nell’incidente»
REGGIO EMILIA. «Un ragazzo non può uscire di casa alla mattina per andare a scuola e non tornare più». Emanuel Agyemang, padre di Sylvester, ieri mattina era in tribunale per l’udienza preliminare che ha deciso il rinvio a giudizio dei tre imputati in merito alla vicenda che tanto dolore ha portato nella sua vita.
Al termine dell’udienza il genitore ha detto cosa si attende dal processo. «Voglio che si accerti al 100% che Sylvester non ha nessuna colpa per quello che è accaduto». Il riferimento del padre è alle tesi difensive secondo le quali gli studenti quella mattina forzarono la porta del bus per scendere e la stessa vittima avrebbe tenuto un comportamento non corretto. Tesi che naturalmente hanno colpito l’uomo.
Il padre assisterà ad ogni udienza del processo anche se non vi prenderà parte, dato che con il suo legale Andrea Pellegrini ha scelto di intentare subito una causa civile.
«Passo molto spesso dalla fermata dove è morto Sylvester - dice l’uomo -. Sono contento che ora abbiano fatto un’altra fermata poco più avanti, che garantisce maggiore sicurezza agli studenti che vanno a scuola».
L’avvocato Pellegrini sottolinea così l’importanza del passaggio di ieri mattina. «Siamo soddisfatti per l’esito di questa udienza - dice il legale -. È stato superato un primo sbarramento. Non era scontato che tutti e tre gli imputati fossero rinviati a giudizio. Il primo punto fermo è dunque che il gup ha deciso che il processo deve andare avanti per tutti e tre. Un processo i cui esiti potrebbero avere effetti importanti nell’ambito del trasporto pubblico».
Il 27 ottobre ci sarà l’ultima udienza del processo civile e l’avvocato Pellegrini depositerà le sue considerazioni, e così faranno i legali di Seta e della Cattolica Assicurazioni. Il giudice avrà 60 giorni per esprimersi.
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