Gazzetta di Reggio

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«Nuovi spazi per la street art»

di Luciano Salsi
«Nuovi spazi per la street art»

Raffaella Curioni sulla protesta del Collettivo Fx, che ha dipinto sui muri il numero del suo assessorato

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REGGIO EMILIA. Raffaella Curioni non si riconosce nel ruolo che il Collettivo Fx attribuisce a lei e al collega Alex Pratissoli. Anzi, rivendica a sè e alla giunta l’iniziativa concretamente volta a promuovere l’arte di strada nell’interesse di chi la pratica, senza alcuna intenzione di trarne un profitto. I due assessori, alla Creatività giovanile e alla Riqualificazione urbana, sono stati presi di mira dal Collettivo Fx per la tre giorni del Remixing Cities. Polemicamente, dal Collettivo hanno cancellato alcune opere realizzate alle ex Reggiane, lasciando al loro posto la scritta “spazio libero” seguita dai numeri di telefono della Curioni e di Pratissoli, come se si trattasse di spazi pubblicitari da concedere a pagamento. Il principale bersaglio del Collettivo è il presunto regolamento che l’amministrazione starebbe per emanare allo scopo di ingabbiare la street art, circoscrivendola sulle superfici murarie autorizzate.

«Non vogliamo imporre un regolamento – ribatte Raffaella Curioni – Al contrario, abbiamo aperto un tavolo di lavoro per valorizzare l’arte urbana. Al Remixing cities hanno partecipato 1500 persone, fra cui più di cinquanta artisti, giocolieri e dj, che hanno dato vita a una trentina di eventi. C’erano anche dieci o quindici street artist. Abbiamo parlato di creatività come processo sociale che mette al centro delle politiche e dello sviluppo urbano le persone, in particolare giovani e artisti».

Dal Comune, infatti, preferiscono fare uscire gli street artists dalla “clandestinità” e dare loro notorietà in una cornice attraverso «la partecipazione dei cittadini alla gestione della città come bene comune» e un «riuso del territorio e degli spazi connesso alle idee ed ai progetti dei giovani, un riuso che genera lavoro».

Lo scrive la stessa Raffaella Curioni sul suo profilo Facebook, aggiungendo: «Non possiamo fermare le Reggiane e gli investimenti di milioni di euro che arrivano e creano lavoro. Possiamo raccontare le opere di arte urbana realizzando un museo virtuale e creare nuovi spazi per realizzare opere di street art a Reggio. Oppure le lasciamo al degrado senza darne valore, facendole diventare terra di nessuno. Al tavolo della Street Art tutti gli artisti sono invitati. Siamo la città delle persone e tra persone adulte ci si confronta». Di qui l’invito al Collettivo Fx anche «per un caffè nel mio ufficio molto volentieri. Credo che il mio numero ce l’abbia», ironizza l’assessore.

Con altri artisti di strada, rileva Curioni, esiste già una vera collaborazione: «Durante il Remixing Cities - sottolinea l'assessore - è stato dipinto lo Spazio Gerra in corso Cairoli. Qualche mese fa in via Eritrea un murale è stato realizzato da Spazio Raga insieme agli educatori di Solidarietà 90 ed ai cittadini della zona. Un altro murale ispirato alla mitologia greca è stato fatto dagli studenti del liceo Ariosto-Spallanzani».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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