«Sbagliarono anche gli studenti»
Per i difensori la tragedia è il frutto di comportamenti errati di alcuni passeggeri
REGGIO EMILIA. Gli avvocati difensori dei tre imputati, ieri assenti, avevano chiesto il proscioglimento per i loro assistiti. I legali dell’ex ad di Seta Filippo Allegra, Gianni Zambelli e Marco Malavolta, hanno sostenuto che all’azienda non può essere imputato nulla in quanto la tragedia sarebbe stata causata dal presunto comportamento sbagliato di alcuni passeggeri. In particolare i difensori hanno fatto riferimento a un minorenne che avrebbe aperto la porta facendo ricorso al dispositivo manuale.
Nelle arringhe difensive è stato anche detto che lo studente deceduto sarebbe sceso dal mezzo quando questo era già ripartito. Tutti aspetti che dovranno essere chiariti nel dibattimento.
Ieri mattina l’udienza è stata dedicata alle repliche dei difensori, poi il gup Angela Baraldi, dopo una breve camera di consiglio, ha rinviato a giudizio gli imputati, come richiesto dal pm Stefania Pigozzi.
L’avvocato Zambelli nella sua replica di ieri ha fatto riferimento a una circostanza sulla quale il pm si era soffermata.
«Il pm - ha detto l’avvocato Zambelli - ha sostenuto che il mezzo di Seta non doveva circolare perché era spesso in officina. In realtà questa circostanza dimostra un eccesso di zelo che non può dunque portare a ipotesi accusatorie».
Lo stesso legale ha poi detto che «i ragazzi hanno forzato la porta e dunque la presunta omissione di Seta nell’adozione di misure di sicurezza non può essere valutata in base a un comportamento illecito altrui».
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