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Supermercati Conad conferiti in un fondo per ottenere liquidità

di Enrico Lorenzo Tidona
Supermercati Conad conferiti in un fondo per ottenere liquidità

Tre delle 7 coop hanno costituito l’immobiliare con Cattolica Anche il Centro Nord raccoglierà 65 milioni per lo sviluppo

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CAMPEGINE. I compendi immobiliari dei supermercati valgono un patrimonio e sono una garanzia sostanziosa agli occhi di banche e finanza. Sfruttando questo assunto anche Conad Centro Nord ha deciso di conferire parte degli immobili in un fondo immobiliare. La liquidità che ne deriverà servirà per finanziare il piano di sviluppo della rete vendita 2016-2018 – tra nuove aperture e ristrutturazioni – del valore di 121,9 milioni di euro: 44,9 milioni nel 2016, 41,5 milioni nel 2017 e 35,5 milioni nel 2018. Ben 67 milioni saranno finanziati dal nuovo fondo, che si chiama Mercury. Il traguardo è l’incremento di fatturato atteso a fine 2018, che rispetto al consuntivo 2015 dovrà essere pari al 18,1%.

LA STRATEGIA DELLE COOP. Così Conad Centro Nord, insieme alle consorelle Conad del Tirreno e Conad Adriatico - associate a Conad- e Cattolica Assicurazioni, ha costituito il fondo di investimento immobiliare Mercury, valutato 300 milioni di euro, sottoscritto in maggioranza dalla compagnia assicurativa. Il valore corrisponde a quello degli immobili – in prevalenza punti di vendita – conferito dalle tre cooperative. Gli immobili di proprietà del fondo sono al sicuro e rimangono nella disponibilità di ciascuna delle tre cooperative in virtù di contratti di locazione di lunga durata. L’obiettivo, infatti, è la valorizzazione, non certo la vendita. Si tratta di un passaggio finanziario già compiuto in passato dall’ex Coop Nordest di Reggio Emilia (ora confluita in Coop Alleanza 3.0) che aveva conferito gli asset illiquidi (come sedi e supermercati) nei fondi chiusi gestiti da Namira Sgr, al pari di altre coop rosse reggiane. Il fondo Mercury è gestito per legge da un soggetto terzo, Savills Investment Management, società di gestione del risparmio. L’operazione è finalizzata, da un lato, a creare un efficiente ed innovativo strumento di investimento e, dall’altro, a recuperare risorse finanziarie da destinare allo sviluppo delle attività nel mercato nazionale, accelerando il percorso di crescita che caratterizza la strategia di Conad degli ultimi anni.

L’EFFETTO LEVA. Il fondo Mercury è finanziato al 55% (165 milioni di euro) con debito bancario ipotecario a 10 anni, diviso al 50% tra Banca Imi (Gruppo Intesa) e Unicredit. Il restante 45% (135 milioni di euro) costituisce il capitale sociale versato dai due azionisti, il 51 per cento da Cattolica Assicurazioni (69 milioni di euro) e il 49 per cento (66 milioni di euro) dalle tre cooperative Conad, che in tal modo potranno contare su risorse pari a 234 milioni di euro. Tale valore è parte dell’investimento complessivo del piano presentato a giugno alle banche e alleggerisce il peso dell’impegno delle cooperative per finanziare lo sviluppo.

COSTI ED EFFICIENZA. Nell’arco dei prossimi tre anni il piano degli investimenti delle tre cooperative ammonta nel complesso a 293 milioni di euro. Il fondo Mercury mira a generare risorse per lo sviluppo e creare le leve di miglioramento della capacità competitiva di Conad sul mercato nazionale. Inoltre il fondo è stato costituito senza advisor: Conad, Cattolica Assicurazioni, Banca Imi e UniCredit hanno infatti sviluppato il fondo dialogando e lavorando direttamente fra di loro. «Con quest’operazione - ha dichiarato l’ad di Cattolica Giovan Battista Mazzucchelli - si sono poste le premesse per una collaborazione a più ampio raggio tra Conad e Cattolica».

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