I comitati si uniscono per avere più sicurezza
Albinea, allarme dopo il furto in una abitazione con il proprietario all’interno Il sindaco Giberti: «No alle ronde, servono pene più severe e scelte concrete»
ALBINEA. «Servono interventi e passi avanti concreti sulla sicurezza. Lo abbiamo fatto presente anche al ministro Orlando, quando ha incontrato i sindaci reggiani». Parla della questione sicurezza nel territorio reggiano il sindaco albinetano Nico Giberti, dopo le recenti sollecitazioni del comitato “Il Pulcino”, nate da un furto molto peculiare avvenuto una decina di giorni fa: i ladri hanno segato le inferriate e sono entrati in una casa in pieno pomeriggio, senza farsi scoprire dal proprietario che in quel momento era dentro all’abitazione.
Il sindaco ricorda le azioni messe in campo dall’amministrazione di Albinea: «Nei prossimi giorni entrerà in servizio un agente in più della polizia municipale e per il 2017 è previsto il reintegro dell’ispettore di polizia. Inoltre entro fine anno sarà attivato un sistema di videocamere con lettura OCR delle targhe».
Interventi che Giberti definisce «una risposta concreta rispetto a una percezione di insicurezza in aumento, malgrado i dati delle forze dell’ordine non indichino variazioni significative nel numero di furti rispetto al passato. Questo non cambia che l’esigenza di sicurezza sia molto forte, e legittima».
Secondo il primo cittadino i temi sono principalmente legislativi, più che repressivi: «Non ha senso organizzare ronde, si rischia un’escalation di violenza con persone che non hanno nulla da perdere. Bisogna che ci sia un passaggio legislativo, però: un furto in casa, se non c’è un’aggressione diretta, è un reato contro il patrimonio. Mentre deve essere riconosciuto come un reato contro la persona, anche pensando ai traumi che lascia. Questo inasprimento è necessario, lo abbiamo detto al ministro». Un’altra annosa questione è quella della certezza della pena: «Ci devono essere garanzie anche in questo senso. E aggiungo un elemento: la detenzione deve servire a educare, oggi non è così. In un recente convegno qui ad Albinea, il giudice Gherardo Colombo ha spiegato che quasi il 70% delle persone andate in carcere vi tornano poi per nuovi reati. Questo è il dato su cui lavorare», riflette. E continua: «In carcere adesso i percorsi rieducativi, ovviamente da applicare alle persone che dimostrano reale interesse, sono insufficienti. La recidiva ha un costo sociale ma anche economico: abbatterla significherebbe far risparmiare allo stato centinaia di milioni di euro all’anno».
Di recente, Giberti ha incontrato anche i referenti del comitato “Il Pulcino”, che a propria volta si è attivato con proprie iniziative, organizzando una riunione «alla quale hanno partecipato anche alcuni cittadini di Borzano, dove si è appreso essere attivo un gruppo importante ed organizzato nato dopo i numerosissimi furti dei mesi scorsi. L’obiettivo è quello di riproporre ed allargare una assemblea/manifestazione come quella di un anno fa ad Albinea, ma coinvolgendo tutti i Comitati comunali e provinciali per dare peso a questa necessità del ricupero di una convivenza civile imbarbarita dalla normalità dell’illegalità».
L’appello inizia dai vicini di casa di Albinea, Reggio e Scandiano, come Il Campetto di Pratissolo, il comitato di Fogliano, l’associazione Acquechiare, il gruppo Gli Amici dell’Aia. Il Pulcino è a disposizione per prendere contatti, tramite la mail comitatobosco@alice.it.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
