«Mi è corso incontro ricoperto di sangue chiedendomi aiuto»
Correggio, Ivelisse Franco ha parlato con il passeggero che viaggiava sull’auto con il 27enne albanese deceduto
CORREGGIO. «Quel ragazzo mi è corso incontro, con la fronte piena di sangue e mi ha detto: “C’è una persona ferita in auto, aiutatela, è successo un incidente grave”, e la scena che mi è apparsa davanti agli occhi è stata tremenda».
Ha ancora le mani che le tremano Ivelisse Franco, un’automobilista di Campogalliano che stava passando sul luogo dell’incidente pochi istanti dopo il terribile schianto in cui ha perso la vita il 27enne Gjini Arsen. Ivelisse si è trovata a tu per tu con il ragazzo che occupava il posto del passeggero sulla Bmw 330 che si è capovolta. «L’incidente era appena avvenuto quando sono passata dalla rotonda. Stavo accompagnando mia madre a Reggio Emilia – prosegue Ivelisse –. Ho capito subito che si trattava di uno schianto molto grave, con una persona morta a causa dell’incidente. Dai segni lasciati sull’asfalto, si intuiva subito che la macchina era passata sopra l’aiuola della rotonda. E che quindi stavano arrivando a una velocità folle per non essere riusciti ad affrontare la curva. Lo spettacolo è stato impressionante: la macchina era irriconoscibile. Un corpo era accartocciato tra le lamiere e il ragazzo che mi è corso incontro era ferito alla fronte. È un giovane dalla pelle chiara, magro e piuttosto alto. Indossava una maglietta a maniche corte di colore chiaro. Dopo avermi detto poche parole sulla persona che guidava la macchina, è fuggito per i campi. Si è dileguato nell’oscurità – conclude Ivelisse –. È stata una scena apparentemente incomprensibile, ma io e altre persone che si sono fermate come me eravamo tutti sconvolti per quello che stavamo guardando». (s.a.)
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