Ricorso per riottenere il gregge
Brescello: lo ha presentato al Tar l’avvocato del pastore Salvatore Tarantola
BRESCELLO. Dopo il ricorso al Tar presentato dagli animalisti guidati dal senatore dei Verdi, Sauro Turroni, riguardante le quasi 300 pecore sequestrate dai commissari di Brescello al pastore Salvatore Tarantola e poi confiscate in attesa di abbattimento, nei giorni scorsi è arrivato il diniego alla sospensiva.
In queste ore, invece, è scattato il ricorso da parte di Salvatore Tarantola. Lo ha presentato il suo difensore, l’avvocato Alessandro Del Dotto di Viareggio.
«Abbiamo chiesto il risarcimento dei danni anche in caso di abbattimento di una sola pecora o capra – spiega il legale – e inoltre abbiamo chiesto la sospensione del provvedimento. Il ricorso, già notificato, sarà depositato sabato (domani, ndr) al Tar di Parma. Riguarda l’annullamento delle ordinanze relative alla convalida del sequesto, alla confisca e all’abbattimento del gregge di 294 pecore, di cui un centinaio affidate in custodia allo stesso Tarantola e le altre affidate ad un allevamento in provincia di Forlì».
«Chiediamo che vengano annullati quei provvedimenti – spiega l’avvocato Alessandro Del Dotto – e, prima di arrivare all’udienza, chiediamo la sospensione degli stessi provvedimenti».
In attesa del giudizio di merito, negli ultimi giorni è emersa una novità tale da ipotizzare l’abbattimento del gregge, dopo il blitz interforze che coinvolge veterinari dell'Asl, Forestale, Nas e polizia municipale e il trasferimento di parte degli animali nel Forlivese.
«Uno dei capi è morto – ha spiegato il senatore Turroni –. Gli accertamenti con il prelievo di campioni mandati prima a Modena e poi a un centro specializzato di Torino, hanno permesso di scoprire che si è trattato di scrapie, una malattia che colpisce gli ovini al sistema nervoso. Di fronte a questo tipo di patologie, è prevista la soppressione dell'intero gregge». Cioè, di tutte le pecore che erano state sequestrate a Brescello. Ma la novità, oltre ad aver fatto scattare il sequestro da parte del sindaco di Civitella, in provincia di Forlì dove ora gli animali si trovano, non ha fermato l'intenzione degli animalisti di salvare gli animali.
«Esiste la possibilità di verificare, attraverso uno screening, se nel gregge ci sono animali immuni alla malattia. In questo modo alcuni si potrebbero salvare. Spetta al ministero l'ultima parola. Lo abbiamo chiesto e ci risulta che da Roma sia arrivata l'autorizzazione». (m.g.)
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