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Cocaina in cassaforte, scarcerato

Cocaina in cassaforte, scarcerato

Il giudice concede l’obbligo di firma al 40enne italiano, resta in cella l’albanese

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REGGIO EMILIA. L’albanese 21enne E.K. in carcere, l’italiano 40enne A.B. con obbligo di firma.

Questo l’esito dell’udienza di convalida che si è svolta ieri in tribunale a carico dei due, arrestati mercoledì scorso con 80 grammi di cocaina e tremila euro in contanti, durante un blitz della polizia municipale.

Grazie alla segnalazione di residenti, gli agenti avevano fatto irruzione in un appartamento di via Unione Sovietica, di proprietà di un 40enne, secondo la Municipale sospetta base di una banda di spacciatori albanesi. Durante la perquisizione, un giovane era entrato da un cancello secondario nel giardino privato dell’abitazione, dirigendosi verso la cassetta blindata: era l’albanese che, nelle tasche, aveva mille euro, due cellulari, due dosi di cocaina e la chiave della cassaforte. Nella cassetta di sicurezza del reggiano erano saltati fuori 40 grammi di cocaina, 1.900 euro e un grammo di marijuana.

Ieri, durante l’udienza di convalida il 21enne, difeso dall’avvocato Angelo Russo, ha risposto alle domande, dichiarando che lo stupefacente non era suo: la droga trovata all’interno dei suoi pantaloni gli era stata consegnata da un connazionale per portarla all’italiano, ha dichiarato, mentre i mille euro in contanti servivano per pagare l’affitto. Il pm Valentina Salvi ha chiesto la misura cautelare in carcere; il giudice Dario De Luca l’ha applicata all’albanese, ritenendo che non ci siano le condizioni per concedere gli arresti domiciliari (casa sua non è pienamente abitabile), perciò resterà in carcere fino al processo, fissato per il 14 ottobre. Per l’italiano, difeso dall’avvocato Giorgio Boiardi, è stato disposto l’obbligo di firma.

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